In questa intervista esclusiva, il professor Vito Di Bari fa luce sui nuovi scenari della comunicazione che si dischiudono dinanzi alle PMI, tra Web 2.0 e virtualizzazione
Le figure professionali legate alla comuncazione online come cambieranno? Cosa deve diventare un Marketing Manager del prossimo futuro?
Il Marketing Manager deve dotarsi già oggi di un insieme di conoscenze che gli permettano di superare brillantemente questo importante guado che ci conduce verso una versione aggiornata della comunicazione d'impresa, l'epoca del 2.0. Al di là delle etichette e dei termini, che potrebbero ridurre la portata epocale dei cambiamenti in atto, ricordiamo che - come diceva il quanto mai attuale Cluetrain Manifesto - "i mercati sono conversazioni". In tal senso, più che affinare le proprie tecniche di come comunicare al pubblico, è il momento di iniziare a sviluppare quelle di dialogo (quindi, una comunicazione necessariamente a due vie, in cui la funzione di ascolto è ormai preponderante rispetto a quella di emissione di messaggi).
Considerate Ducati che dialoga con un proprio blog giorno per giorno con i propri appassionati sparsi in tutto il mondo. O Coa Cola che crea un social network per fare interagire i ragazzini in un mondo virtual brandizzato dal colosso di Atlanta. Sono lezioni importanti. Parlare e spiegare restano importanti, per ogni brand e per ogni azienda, ma non bastano più. Su queste skills ogni Marketing Manager dovrebbe indirizzare la propria formazione professionale dei prossimi anni. In quell'arena si giocherà la battaglia vera, quella che conterà in termini di risultati finanziaria dell'azienda.
Pensate forse che potrete evitare a lungo fenomeni di "dialogo fra i vostri clienti" come quelli che i social network abilitano? È sufficiente fare un click e sapere cosa ne pensano centinaia di persone, del vostro prodotto. E allora, ogni vostro messaggio pubblicitario sarà inutile anche se ben realizzato, di fronte alla fiducia che ogni consumatore ripone nei suoi "peer", negli altri consumatori.