Il grado di penetrazione informatica nelle Piccole e Micro imprese secondo un accurato studio di ConfCommercio
Dallo studio "Il Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana" condotto da ConfCommercio emerge che le aziende "High Tech" italiane sono il 12,7% del totale. La ricerca ha analizzato le realtà aziendali con meno di 50 dipendenti misurandone la dotazione tecnologica. I dati mostrano che le aziende a basso tasso tecnologico sono soprattutto quelle del Sud (57%), mentre al centro e al Nord sono circa un terzo del totale.
Il campionamento è stato effettuato su 3.324 unità appartenenti ai settori del commercio al dettaglio, commercio all'ingrosso, pubblici esercizi e servizi, che rappresentano oltre 2 milioni di imprese in tutto il Paese. Micro e piccole aziende come lo sono del resto il 99% delle imprese italiane.
I risultati raccontano di un grado di tecnologia molto basso, ma agli imprenditori la cosa sembra già nota: aveva percezione del fenomeno il 20,2% degli imprenditori intervistati.
Nel testo della ricerca si legge che «nel 2005 la spesa italiana in IT in rapporto al PIL si è attestata all'1,9%, lontana non solo dai valori dei Paesi considerati leader mondiali a livello di informatizzazione (Stati Uniti 4,0%, Svezia 4,4%, Gran Bretagna 4,2%), ma anche da quello medio dell'Europa a 25 (3,0%)».
Tuttavia i dati evidenziano una sostanziale differenza correlata alla dimensione dell'impresa.
Mediamente, infatti, al crescere della dimensione aziendale cresce anche l'entità dell'investimento in ICT e il distacco fra le micro imprese (con meno di 10 addetti) e le piccole imprese (fino a 49 addetti) risulta essere piuttosto netto. Le aziende con più di 20 dipendenti arrivano ad investire anche 10.000 € l'anno, mentre la spesa media delle ditte individuali si attesta intorno ai 500 €.
Dal punto di vista geografico, la media è di 1000 euro al Nord e di 700 euro al Sud, differenza che non deve essere attribuita a una minore propensione all'investimento. La ragione è da ricercarsi piuttosto della natura delle imprese attive nel Mezzoggiorno, appartenenti in gran parte al commercio al dettaglio, settore che presenta una propensione generalmente inferiore. Inoltre si tratta di ditte individuali: quindi il fattore decisivo risulta ancora una volta la dimensione.
Analizzando la struttura della dotazione tecnologica, la ricerca ha effettuato un distinguo tra software, hardware e internet.
Software
Quasi tutte le aziende si affidano a Microsoft, che domina nei sistemi operativi con Windows XP (77,4%) e le altre versioni Server 2003 e 98. Ai concorrenti Linux e MacOs spetta soltanto una quota marginale, segno evidente del monopolio effettivo di Redmond che incontra scarsa resistenza da parte dei programmi Open Source, nonostante le numerose iniziative promosse da soggetti pubblici e privati che stanno cercando di diffondere software libero anche presso le aziende.
I software più diffusi si rivelano prevedibilmente quelli di Office Automation: dominano i programmi di videoscrittura (90,7%) e i fogli elettronici (81,7%), mentre le presentazioni (35%) e i database (22%) presentano una maggiore diffusione nelle aziende con più dipendenti.
Gli applicativi di business sono trascinati dai software gestionali: al primo posto si piazzano i programmi di gestione della contabilità (53,5%) seguiti da gestione fornitori (25,3%) e clienti (20,5%), mentre sono meno usati i software che gestiscono la forza vendita (11,2%) e il personale (7,1%).
Diffusione software gestionali
Quando si parla di ERP e CRM le imprese con più di 20 addetti registrano un utilizzo doppio rispetto alle realtà più piccole e in particolare alle ditte individuali. Infine, data l'alta specializzazione, i programmi di disegno CAD/CAM hanno una diffusione del 9,1%.