Viral Marketing e Pmi: killer app da replicare

Le Pmi che vendono direttamente al pubblico prodotti tecnologici, possono sfruttare il marketing virale per divulgare, promuovere e conquistare il mercato!

Le tecniche di marketing devono diventare pervasive quando la posta in gioco è il successo delle vendite: lo sanno bene le Pmi che, con poche risorse economiche, devono riuscire a ottimizzare al massimo l’investimento in strategie di comunicazione promozionale. Il Viral Marketing può essere la risposta giusta, perchè consente una diffusione esponenziale del messaggio pubblicitario sfruttando il passaparola volontario tra gli utenti.

La migliore applicazione è un’idea originale (trasmessa su supporto digitale e quindi facilmente divulgabile) che incarni il desiderio di condivisione e utilizzo da parte di chiunque la riceva.

Se queste condizioni sono soddisfatte, allora l’oggetto della campagna promozionale si diffonderà come un virus, contagiando l’utenza e diventando – nella migliore delle ipotesi – addirittura un fenomeno di costume!

“Come si riesce ad ottenere un simile plauso? Molti sostengono che “la formula estetica” del Marketing Virale risiede in tre ambiti: sex, pets and absurd! In pratica, i contenuti più diffusi digitalmente riguardano temi stravaganti, insolenti, a volte cinici, politicamente scorretti, con riferimenti sessuali più o meno espliciti o basati su tabù. Oppure, al contrario, sono caratterizzati da buonismi e sentimentalismo, veicolati da immagini che ispirano tenerezza (mici e cuccioli di vario genere).

Insomma, per veicolare con successo un messaggio promozionale si deve seguire la saggezza popolare e “unire l’utile al dilettevole“: la parte dilettevole consentirà al messaggio una diffusione estesa, rendendo la parte utile (i prodotti che si desidera promuovere sul mercato) una fonte di guadagno.

Di diverso avviso sono Mirko Pallera e Alex Giordano, professionisti e docenti di Marketing Innovativo presso l’Accademia di Comunicazione di Milano, secondo cui il segreto della viralità non risiede solo nel trattamento estetico-creativo ma anche nel saper cogliere i contenuti reali del messaggio, studiando anche le motivazioni effettive che spingono le persone al passaparola reale o digitale.