Se la diffusione di un messaggio promozionale cerca l’efficacia massima, allora deve essere globale e veloce, per far presa sui clienti. E deve agire sul modello di propagazione e moltiplicazione di un virus…Stiamo parlando del Marketing Virale, strumento di marketing non convenzionale che sfrutta la comunicazione verbale e scritta per trasmettere un messaggio da pochi a molti con una diffusione esponenziale.
Solitamente è realizzato mediante l’uso di video web, email ed SMS, tanto da essere definito “passaparola digitale“, per quanto è ormai caratterizzato dalla piena intenzionalità con cui i soggetti promotori lo utilizzano per realizzare la propria campagna promozionale.
Oggetto tipico è un prodotto che, per originalità dell’idea o sua natura, riesce a catturare rapidamente consensi pressi i singoli, che autonomamente ne diffondono ai conoscenti la conoscenza al fine d condividerla. Così facendo estendono il passaparola contagiando tutta la popolazione.
L’espressione Viral Marketing diventa una teoria quando Malcom Gladwell la formalizza nel libro “Il punto Critico. I grandi effetti dei piccoli cambiamenti” con la sua regola del 150: «bastano 150 persone che frequentino gli stessi cinque o sei bar per causare un’epidemia che infetta una città di 100 mila abitanti».
Nel 2000, riprendendo le idee di Gladwell, Seth Godin pubblica “Unleashing the ideavirus: stop marketing at people, turn your ideas into epidemics by helping your customers do the marketing for you” formulando una vera e propria strategia di Marketing basata sulla convinzione che la diffusione virale parte da persone “connettori” che avviano la propagazione del virus: è di loro che bisogna imparare a conoscere gusti, tendenze e necessità.
Molto interessante la parte dello stimolo. Essere comuni e far sognare le persone è ancora più interessante come concetto virale. una volta ho avuto il piacere di lavorare con un esperto di Viral marketing il quale sosteneva che per far starnutire le persone c’è bisogno di polvere e non di profumo. Intrifgante come affermazione non trovate?
In un’epoca dove i rapporti tra produttore e consumatore sono tesi, il viral Marketing è un prodotto di una società sgretolata ed esaurita. Diventa invece importante l’etica e i principi ecologici di chi produce e non di chi fà marketing che ha consolidato una figura per niente affidabile.
Ritengo che il Marketing tolga di fatto le risorse in una misura eccessiva rispetto alla ricerca, ed evidenzia una volontà di reddito immediato che non il miglioramento di rapporto con il cliente. I consumatori sono più attenti di quanto si possa pensare e proprio i social network decidono la bontà e la qualità di un prodotto e non un messaggio virale che verrà utilizzato come barzelletta.
è vero ci sono fasce diverse di consumatori: quelli attenti alle tematiche etiche, ambientali e di reale bontà del prodotto e quelli più superficiali che rincorrono le mode. il marketing persegue per ogni fascia di consumatore il messaggio che meglio fa presa e scatena condivisione e voglia di adesione.