Ecco che pertanto, su Google Analytics risulta utile:
Non vi è un modo unico di usare Google Analytics: ciascuna azienda, a seconda del suo business, delle sue priorità e del suo marketing mix, avrà obiettivi differenti, ma tutti potranno essere innestati nella propria strategia digitale e quindi nel modo in cui questa viene valutata e migliorata. L’importante è superare questo passaggio culturale e prestare la dovuta attenzione all’analisi dei dati.
La stessa cosa può dirsi per tutti gli altri strumenti diversi dal sito Internet: campagne pubblicitarie, acquisto di link sponsorizzati, newsletter, e così via. Tutte queste iniziative devono essere pensate come un impegno a comunicare ad un possibile cliente un’informazione utile per soddisfare un suo bisogno informativo, comunicazione che va pertanto verificata attraverso il corretto contatto che potrà essere attivato e sorvegliato dall’Analytics.
Non diversamente dovranno essere affrontati anche i social media che pertanto non dovranno porsi un semplice obiettivo di numero di fan o di follower, ma una strategia di lungo periodo con la quale avvicinare un possibile nuovo cliente o relazionarsi con un cliente attuale al fine di risultare convincenti nel momento in cui volessimo proporre una nostra opportunità commerciale. Se dunque identico è l’obiettivo, il percorso che ci dovrà portare a conseguirlo dovrà tenere conto di passaggio intermedi quali l’ampiezza dei contatti attivati, la loro interazione con i nostri aggiornamenti, la capacità di far sì che ciò che noi diciamo venga condiviso in modo da raggiungere altri utenti. Più lunga è la via, ma certamente nondimeno atta ad essere monitorata con le metriche corrette e con i corretti strumenti come Facebook Insights.
Tutti questi accorgimenti, i media offline non li consentono: ecco perché – oltre ad un indiscusso e sempre più capillare aumento di utilizzo del digitale da parte dei consumatori – la Rete offre oggi la leva di marketing imprescindibile per qualunque azienda.