Comunicazione vs pubblicità: email aziendali

DEM e pubblicità possono irritare l'utente, che preferisce le newsletter informative. Premiati soprattutto i social network. Analisi di scenario e prospettive commerciali

Email marketing per comunicare con clienti e prospect? Sì, ma attenti a chi promette miracoli dalla pubblicità via posta elettronica.

I Contro

Le recenti ricerche – in particolar modo l’Email Marketing consumer report di Contactlab – confermano un crescente fastidio degli utenti nei confronti della pubblicità via email, vissuta come intrusiva e negativamente influente. Rispetto alle precedenti indagini, inoltre, la percezione del Web risulta meno negativa come canale pubblicitario rispetto all’email.

Come si spiega questa disaffezione? In primis l’email è sempre stata vissuta come qualcosa che ti entra in casa (push) mentre il Web è qualcosa che sta fuori, nel quale andiamo noi di nostra volontà (pull).

A seguire, i dati confermano che è anche colpa dello spam percepito in aumento (per il 53% degli utenti) e che provoca insofferenza: solo il 18% dei navigatori pensa che sia in calo.

Questa insofferenza è confermata dai comportamenti degli utenti quando ricevono messaggi non (più) desiderati: sono in sensibile aumento quelli che cancellano la mail senza neanche aprirle, anche se proveniente da una mailing list alla quale si è iscritti!

Alla base di tanta insofferenza c’è, secondo noi, l’aumento impressionante del volume di email che riceviamo giornalmente. Si pensi che in un solo anno si è passati dai 350 milioni ai 420 milioni di messaggi al giorno, con un aumento del 20%.

Quasi 20 messaggi in media a testa! A quanti di questi messaggi riusciamo veramente a dedicare attenzione? A non più del 10-15%, secondo studi americani. Questo significa che – tolte le email di lavoro alle quali dobbiamo assolutamente rispondere rapidamente – per il resto dobbiamo lottare contro il tempo.