Non passa giorno senza che in Italia si senta parlare di blog. Dalle sferzature politiche a quelle economiche, dalla passione giornalistica all’informazione tecnologica, il fenomeno cresce: ad oggi si stimano circa 3 milioni di blog nel Paese, con quasi il 60% di internauti italiani con almeno una visita occasionale. I frequentatori abituali sono invece circa 10 milioni, e i blogger sono oltre 4 milioni e mezzo.
Sono ormai anni che diverse grosse aziende italiane si stanno attivamente impegnando nella creazione di blog di prodotto o tematici, spesso inseriti in progetti di coinvolgimento degli utenti del tipo web 2.0, come quello della nuova Grande Punto (chiamato, non a caso, duePUNTOzero).
Più di recente, poi, anche aziende di piccola-media dimensione hanno sperimentato la strada del corporate blog, alcune anche con un certo successo.
perché può essere utile costruire un blog aziendale? Quali sono i benefici? E come si crea e si sviluppa nel tempo un blog aziendale?
Cominciamo a rispondere al primo quesito: “perché”.
Il blog aziendale può rivolgersi sia ad un target interno all’azienda (cioè impiegati, collaboratori, ecc) che ad interlocutori esterni (clienti, fornitori, organi di stampa, influenzatori, ecc.)
Nel caso in cui ci rivolgiamo all’esterno dell’azienda possiamo poi evidenziare alcuni obiettivi specifici:
- Il blog può rappresentare un mezzo formidabile per ottenere risposte, consigli, dele critiche dai propri clienti o utilizzatori in fase di lancio di un nuovo prodotto/servizio oppure per avere dei feed-back sul suo funzionamento. è sicuramente importante monitorare blog e forum in giro per il Web per vedere cosa ne pensano gli utenti dell’azienda e dei suoi prodotti. Può dunque essere interessante offrire uno spazio in cui gli utenti possano parlare liberamente e l’azienda possa rispondere in modo diretto.
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Il corporate blog viene anche usato, soprattutto dai marchi più conosciuti – principalmente negli USA ed altri mercati evoluti – come strumento per coinvolgere i clienti e renderli più partecipi del prodotto che hanno acquistato. Questo per rafforzare il legame tra consumatori e brand. Esempi? Il blog della ING, molto coinvolgente ed informale o, per l’Italia, quello dedicato alla Fiat Bravo, punto di incontro virtuale tra utenti e progettisti, ingegneri e personale interno.
- Se il sito web è la voce ufficiale dell’azienda, spesso un po’ troppo formale e distaccata, il blog può rappresentarne il volto più amichevole e informale. In sostanza, si tratta di completare l’approccio alla comunicazione online: la voce dell’azienda diventa la voce delle persone che vi lavorano.
- Per le Pmi, dove competenze, esperienza e lavoro hanno grande valore, il blog rappresenta una grossa opportunità: uno strumento formidabile per presentare tecniche di produzione, trucchi del mestiere, abilità e cura per il design che costituiscono il vero valore aggiunto di tante produzioni Made in Italy.
D’accordo grosso modo su tutto, meno che sul consiglio di optare per una piattaforma gratuita di blogging (quali sono Blogger o WordPress.com, differente da WordPress.org) che è quanto di meno professionale potrebbe fare un’azienda.
Per quanto riguarda l’indicizzazione nei motori di ricerca, non è certo necessario avviare un blog su Blogger. Esistono tecniche opportune ed ottimi professionisti in giro.
Per il resto, tutto condivisibile.
Antonio Consoli