Certificare gli acquisti online

In Italia e nel mondo cresce il numero degli utenti che acquistano online. Ma le transazioni in Rete possono spesso creare qualche problema. Le aziende devono, dunque, intervenire certificando la propria onestà online

Il divario di crescita del mercato ICT italiano resta ancora molto ampio rispetto ai trend internazionali. In particolare, è enorme la differenza nell’utilizzo del commercio elettronico in Italia rispetto al resto del mondo: soprattutto nei Paesi emergenti i consumatori si stanno orientando sempre più verso gli acquisti on-line. Secondo lo studio effettuato da Nielsen, “Global Online Survey on Internet Shopping Habits”, in Ottobre e Novembre 2007 più dell’85% degli utenti Internet del mondo ha comprato qualcosa online. Due anni fa, circa il 10% della popolazione mondiale (627 milioni) faceva acquisti online, mentre ora questo numero è aumentato di circa il 40% arrivando a 875 milioni.


Secondo la ricerca, più della metà degli utenti ha effettuato almeno un acquisto online nel mese precedente il rilevamento. Nel mondo dunque, gli utenti di Internet stanno comprando online, ma l’infrastruttura per l’e-commerce è ancora in fase di costruzione. I Paesi in via di sviluppo, in genere, hanno una tradizione di transazioni in contanti: in queste realtà è necessario agire anche sul piano culturale per creare fiducia tra acquirenti e venditori online. Quali sono le avvertenze che i consumatori devono seguire per essere sicuri di non essere imbrogliati? In Italia, l’Associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino), impegnata ad affermare i diritti dei cittadini, propone alcuni consigli importanti per l’acquirente online:

  • usare password non facilmente riconoscibili;
  • dubitare di siti sconosciuti che promuovono sconti troppo allettanti;
  • controllare che il venditore, oltre all’indirizzo di posta elettronica, abbia anche una sede con un indirizzo reale e un numero di telefono a cui rivolgersi in caso di problemi;
  • verificare che sulla proposta di contratto ci siano le informazioni sul diritto di recesso;
  • tenere ogni ricevuta ed esaminare ciascun pagamento.


Dalla parte delle aziende proviene la necessità di certificare la propria onestà online dimostrando attenzione alla qualità, alla sicurezza degli acquisti, alla trasparenza del prezzo e delle procedure. Inoltre, diversi sondaggi hanno confermato che i consumatori online preferiscono fare affari con quelle aziende i cui siti Web presentano un riconoscimento assegnato da una terza parte certificata, che verifica l’adesione a una serie di standard operativi di buona pratica commerciale espressi attraverso un codice di condotta. La presenza del marchio aggiunge valore alle informazioni che il cliente utilizzerà per decidere l’acquisto.


Per l’azienda si tratta di certificare tutto il servizio di commercio elettronico, quindi non solo il sito, ma anche la gestione dei dati contenuti, le prestazioni del servizio di vendita, il rispetto delle normative e delle leggi vigenti, l’etica, la trasparenza dell’offerta e del venditore, la sicurezza delle transazioni e dei dati. Le regole stabilite dagli organismi certificatori sono abbastanza simili, ma il loro riconoscimento e campo di applicazione dipendono dalle organizzazioni cui fanno riferimento. Sulla base di questa considerazione alcune aziende riportano sul loro sito più marchi di qualità.