Il Guerrilla Marketing spiegato dal suo inventore

Jay Levinson, padre del guerrilla marketing, illustra come questa strategia a può trarre vantaggio dalle nuove tecnologie e quali sono le opportunità a disposizione delle PMI

Guerra convenzionale o guerriglia aperta, senza pietà? Marketing convenzionale o guerrilla marketing? La differenza sta nei metodi e nelle tattiche da utilizzare. Anni fa usciva un libro che si intitolava “Marketing è guerra!” che parlava di strategie militari e di approcci più aggressivi rispetto ai modi tradizionali di promuovere la propria azienda. Oggi si parla sempre più spesso di “guerrilla marketing” uscendo ancora di più dai canoni semplicemente creativi e politically correct del marketing per come siamo abituati a conoscerlo.

Guerrilla significa usare tattiche come la sorpresa, utilizzare tecniche di neurolinguistica, creare persuasione con tutti i mezzi, creare messaggi forti e capaci di catturare realmente l’attenzione, parlare e scrivere sapendo che dobbiamo raggiungere i centri decisionali del nostro utente e che questi centri risiedono spesso e volentieri all’interno della mente inconscia più che di quella conscia.

Proprio come in Guerra (o meglio geurriglia) non si risparmia niente e nessuno fuorchè i budget. Una delle prerogative di questo tipo di approccio è di cercare di ottenere il massimo rendimento con il minimo investimento. Massima visibilità dell’azienda e dei suoi prodotti con il minimo impegno economico. La creatività di art e copy writer viene messa al servizio della ricerca dell’impatto puro e assolutamente non convenzionale a volte diretto, probatorio, spiazzante.

Quando questo accade si produce un effetto “brusìo” (buzz) che genera passa parola e quindi reazioni a catena virtualmente inarrestabili. È allora che il marketing diventa “virale”. L’obbiettivo finale diventa quindi la creazione di virus capaci di espandersi e riprodursi per “contaminare” quanto più possibile la comunità di utenti, utilizzatori e clienti.

Ma come tutte le discipline ha bisogno di essere contestualizzata e riportata dalla teoria alla pratica per una migliore fruibilità da parte delle piccole e medie imprese italiane. In particolar modo ci interessa capire quali possono essere le linee guida da seguire sul web. Abbiamo parlato proprio di questo con Jay Levinson, padre del guerrilla marketing e autore dei più importanti testi sull’argomento. Ne traiamo uno scenario interessante e giustamente provocatorio.