Indesit, che ha scelto di avviare due siti di tipo “social”: uno per la collaborazione e progettazione dello staff IT nei quattro poli (Italia, Gran Bretagna e Russia), e uno per la collaborazione tra i progettisti della Ricerca e sviluppo (RS). Per ogni progetto viene poi creato un sito, aperto ai partecipanti (anche collaboratori esterni).
Bticino, operante in area area distribuzione energia, domotica, videofonia e citofonia, ha scelto il Web 2.0 per costituire un ambiente di knowledge management che agevolasse lo scambio di informazioni e l’apprendimento informale, attraverso il dialogo tra le persone sul territorio e i centri di competenza dell’azienda (tecnico, commerciale, marketing).
I risultati sono giudicati molto soddisfacenti: maggiore ordine delle informazioni distribuite; unificazione dei canali; rapido e trasparente problem solving; integrazione più veloce dei nuovi assunti. Gli strumenti realizzati:
La lista delle aziende italiane potrebbe continuare: il trend è in crescita in ogni settore e le Pmi non possono certo restare a guardare.
Alcuni accorgimenti sono però d’obbligo: valorizzare la qualità e focalizzarsi sui contenuti, con la maggiore indipendenza possibile dalla logica del profitto per dare spazio agli utenti di fidelizzarsi. Questo almeno per un buon inizio, poi ognuno potrà decidere la strategia migliore per battere l’agguerrita concorrenza che realizza nel business social networking un ulteriore terreno di battaglia.