Dopo aver mappato le fonti statistiche sulla produzione e sul commercio estero, l’azienda deve essere in grado di sfruttarle per individuare possibili mercati di sbocco. Per rendere più comprensibile il procedimento, riprendiamo l’esempio dell’articolo precedente, immaginando di voler trovare nuovi mercati in Europa per le nostre pantofole con tomaia in cuoio (codice NC 64035950).
La prima regola è che nell’analisi dei flussi di importazione dei vari paesi è bene considerare sia i valori assoluti che le variazioni nel tempo. È fondamentale, quindi che un mercato importi molte unità del nostro prodotto, ma è altrettanto vero che se il livello di importazioni diminuisce a tassi del 10% ogni anno non possiamo considerarlo un mercato di “sicuro” interesse.
Per verificarlo, colleghiamoci ad Eurostat ed estraiamo le statistiche che ci interessano. Per seguire l’esempio, l’ideale sarebbe effettuare davvero l’interrogazione al database Eurostat con i seguenti dati: reporter: tutti i paesi UE; partner: Italia; period: da Jan-Dec 2002 a Jan-Dec 2006; flow: import; indicator: value e quantity; product: 64035950. Conviene poi salvare l’estrazione in formato .csv e importare tutto in Excel. Così facendo, filtrando i dati, utilizzando la formattazione condizionale “quanto basta” e creando qualche grafico, vi renderete conto che, almeno in termini di quantità, il trend dell’export italiano verso l’UE di questo prodotto è in tendenziale calo. Inoltre, da una prima sommaria occhiata, possiamo verificare come solo undici paesi dell’UE hanno importato pantofole in cuoio dall’Italia nel 2006: è già un primo elemento per affinare la ricerca.
Prima di decidere di escludere dallo studio gli altri paesi, però, diamo un’occhiata ai dati del 2005. Le statistiche, infatti, non sono mai perfette al 100%: è possibile che nell’anno precedente un paese abbia registrato importazioni significative ma che il dato non sia stato ancora trasmesso. Nel nostro esempio, i “numeri” del 2005 e quelli del 2006 sono omogenei e quindi possiamo concentrare l’analisi sugli undici paesi rimasti. Dovremo fare ancora controlli sull’attendibilità di questi dati, ma non è questo il momento. Questo è, invece, il momento della seconda regola: cominciate con l’analizzare i dati sulle quantità (in quintali importati) e fatevi orientare da questi, solo dopo passate all’analisi dei dati in valore.