DVR: come effettuare la valutazione del rischio stress lavoro correlato

Guida alla stesura del DVR, il Documento di Valutazione Rischio stress lavoro-correlato: un percorso articolato per fasi.

Stress lavoro – correlato

La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi in azienda (Testo Unico su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) e viene effettuata dal datore di lavoro avvalendosi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST).

L’obbligo di redazione del DVR – Documento di Valutazione Rischio stress mira a identificare le potenziali cause di stress e a pianificare azioni preventive per tutelare i lavoratori contro questa forma di malattia professionale.

Come effettuare la valutazione in azienda

Per prima cosa, bisogna individuare cause ed effetti. Come? Partendo dalle indicazioni ufficiali fornite su sintomi e possibili fattori scatenanti:

«la valutazione dei rischi deve essere effettuata tenendo conto, tra l’altro, dei rischi da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004», che è stato recepito dall’accordo interconfederale (9 giugno 2008) in base al quale lo stress lavoro – correlato è la «condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro».

Quali sono i soggetti interessati? La valutazione riguarda tutti i lavoratori, compresi dirigenti e preposti, prendendo in considerazione gruppi omogenei di lavoratori (per mansioni svolte o partizioni organizzative) che risultino esposti a rischi dello stesso tipo, secondo una individuazione che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione della effettiva organizzazione aziendale.

Come redigere il DVR? Recentemente il Ministero del Lavoro con lettera circolare n.15 del 18 novembre 2010 ha reso note le indicazioni per la valutazione dello stress lavoro – correlato approvate il 17 novembre 2010 dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

Quali aziende sono interessate? Potenzialmente, lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore, indipendentemente da dimensioni dell’azienda, settore di attività, tipologia del contratto o rapporto di lavoro; di conseguenza, la valutazione del rischio deve essere effettuata in tutte le imprese seppure a livelli differenti (con diversi gradi di approfondimento), analizzando anche l’organizzazione del lavoro potenzialmente più pericolosa per la salute.

Chi valuta? Per l’intero processo, il datore di lavoro deve avvalersi della collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, del medico competente e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Risulta utile nei casi più complessi coinvolgere anche il personale (lavoratori più anziani ecc.) o esperti esterni (es. psicologo, sociologo del lavoro).

Quali sono le fasi del processo di valutazione? L’iter di valutazione del rischio stress lavoro-correlato deve essere articolato in più fasi tra loro collegate:

  • Raccolta informazioni
  • Indagine
  • Pianificazione interventi
  • Attuazione interventi
  • Monitoraggio
  • Verifica/Aggiornamento DVR