Via libera al Collegato Lavoro: polemica sulla riforma

Il sì definitivo al Ddl collegato lavoro rivoluziona le regole su arbitrato, apprendistato, licenziamenti, permessi, pensionamenti anticipati, cv e bandi

Come prevedibile, è arrivato questa volta puntuale il sì definitivo al Collegato Lavoro alla Camera, dopo un tormentato iter parlamentare dovuto alla valutazione di incostituzionalità della clausola compromissioria sull’Arbitrato nelle controversie di lavoro: bocciato dal presidente della Repubblica, il testo era tornato alle camere ma ripresentato (e approvato) con un testo quasi identico al Senato, cancellando così gli emendamenti dell’opposizione che cercavano di tutelare i lavoratori.

L’articolo 31, che contiene le norme sull’arbitrato, ha ricevuto il disco verde con 310 voti favorevoli (maggioranza e Udc), 204 contrari e 3 astenuti.

Dopo due anni viene così approvato il provvedimento unico (riveduto e corretto rispetto al testo originale), e soprattutto viene approvata la nuova procedura sulla risoluzione delle controversie di lavoro: si ricorrerà all’arbitrato invece che al giudice, ad esclusione dei casi di licenziamento.

  • Arbitrato: la scelta di ricorrere al collegio arbitrale fa effettuata prima, e non al momento di eventuali contenziosi: la clausola compromissoria potrà essere sottoscritta solo dopo il periodo di prova oppure dopo 30 giorni dall’assunzione (e non più contestualmente, come proposto inizialmente) e teoricamente resta su base volontaria;
  • Apprendistato: a 15 anni si potrà scegliere di sostituire l’ultimo anno di scuola dell’obbligo con un anno in azienda, con contratto di apprendistato, comprensivo di formazione e tutoraggio;
  • CV online e bandi: le università inseriranno sulla Borsa nazionale del lavoro i curricula digitali degli studenti per i 12 mesi successivi alla laurea; bandi e concorsi pubblici saranno messi in Rete;
  • Licenziamenti: le cause di lavoro legate ai licenziamenti restano competenza del giudice, con impugnazione entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta del licenziamento;
  • Pensione anticipata per lavori usuranti: il Governo riceve delega per disciplinare questa materia, mantenendo un minimo di 57 anni di età e 35 di contributi, e la clausola di salvaguardia a tutela degli equilibri di spesa;
  • Permessi per statali: giro di vite nel pubblico impiego per quanto concerne permessi rilasciati ai familiari dei disabili, congedi e part-time; maggiori opportunità di mobilità e di aspettative non retribuite senza vincoli.

Secondo il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, «l’arbitrato per equità si configura come uno strumento in più a disposizione della contrattazione collettiva e, in base ad essa, dei lavoratori e delle imprese. Lo scopo è quello di semplificare con tempi certi la soluzione del contenzioso in modo da superare la logica del conflitto nei rapporti di lavoro». Nei casi di arbitrato per equità ci si rifarà ai principi generali dell’ordinamento e q quelli in materia legati ad obblighi comunitari.

Concilianti Cisl e Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. Fortemente contrari Cgil e oppizione: per Cesare Damiano(Pd) si tratta piuttosto di una «controriforma che fa compiere un passo indietro ai diritti dei lavoratori»: l’arbitrato per equità impedirà al lavoratore una libera scelta tra magistratura e collegio arbitrale, che invece avrà il potere di «derogare da leggi e contratti».

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