La protezione di marchi e brevetti beneficerà di un quadro normativo più chiaro e di strumenti atti a garantire decisioni rapide ed allo stesso tempo giuste e non speculative. Questa è la promessa del nuovo Codice della proprietà industriale, ovvero del decreto legislativo 131/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 192 del 18 agosto scorso, che entra in vigore proprio nella giornata odierna.
La linea guida per lo sviluppo del Codice è stata quelli di uniformare tutti i provvedimenti sul tema in un unica norma, allineandola a quelle che sono le prospettive e le aspettative dell’Unione Europea.
Diverse le novità significative, come quelle riguardanti l’introduzione dell’azione di accertamento negativo, una misura per chi produce beni o servizi che potenzialmente potrebbero violare qualche brevetto.
Si tratta di un azione, realizzabile anche in via d’urgenza, attraverso la quale sarà possibile richiedere una valutazione preventiva per accertarsi dell’assenza di una violazione di brevetto.
Il nuovo codice ha inoltre apportato alcune modifiche in materia industriale sul tema del segreto aziendale che i dipendenti devono rispettare circa le procedure interne all’azienda, con l’obiettivo principale di ridurre le cause pretestuose avviate dopo la conclusione del rapporto lavorativo.
Gli altri aspetti coinvolti riguardano le nuove tecnologie e in particolare le biotecnologie e gli Ogm a uso alimentare, per le quali è stato definito il perimetro di applicabilità dei brevetti e i limiti di legge sulle attività di laboratorio.
l’Italia é popolo di santi, navigatori ecc. ma non più di nventori perché se hai un’idea te la tassano e neanche ti informano se é arrivato il momento di pagare nuove tasse cosicché molte invenzioni scadono.Un paese civile e moderno aiuterebbe chi ha buone idee invece molte buone invenzioni che potrebbero aiutare l’uomo a vivere più decentemente non hanno futuro perché non interessano a chi detiene il potere o peggio a chi ha interessi contrastanti.Eppure con una politica a favore, il paese farebbe un balzo avanti e persino i politicanti oggi molto sensibili al loro arricchimento personale ne guadagnerebbero, tuttavia, quest’ultimi pare che non abbiano tempo da dedicare alle cose serie.Tanto premesso, si precisa che il sottoscritto ha inoltrato una richiesta di patrocinio per deposito di brevetto in tutto il mondo a chi di dovere, precisando che: “Questo potrebbe consentire un primato al paese impegnando decine di imprese nazionali per la realizzazione dei ritrovati da esportare, creando nuova occupazione in Italia, senza la necessità di negare diritti consolidati ai lavoratori, per fare fronte ad una concorrenza internazionale che nega tali diritti”; conclusione, non si sono neanche scomodati a venire a vedere se veramente abbiamo inventato una cosa rivoluzionaria.
Saluti, rdv.