
Le ipotesi sulla riforma pensioni di Elsa Fornero
La riforma delle pensioni è uno degli aspetti cruciali sui quali sta lavorando il Governo Monti, e sono in via di definizione i cambiamenti che Elsa Fornero apporterà al sistema pensionistico italiano.
Sul tavolo ci sono: aliquote, metodo contributivo pro rata e ammontare degli assegni di pensionamento, mentre il neo-ministro del Welfare si è limitata a dichiarare che «la riforma delle pensioni è stata già fatta ma va accelerata». Questo sembra aprire le porte ad una attuazione in due tempi.
Ogni categoria contrattuale e professionale prevede, attualmente, diverse regole che dovranno essere tenute in considerazione nella definizione della nuova riforma delle pensioni. Non si sa se il ministro Fornero metterà mano sulle diverse aliquote contributive in nome dei concetti di equità, rigore e sviluppo sui quali ha posto il focus Mario Monti. Oggi si va dall’8,6% di deputati e senatori, al 10-13% di categorie come gli psicologi, gli architetti e gli avvocati, al 20% di artigiani e commercianti, al 33% dei lavoratori dipendenti.
L’addio al calcolo retributivo e l’estensione a tutti – uomini e donne, dipendenti e autonomi – del metodo contributivo pro rata comporterà dei cambiamenti nell’ammontare degli assegni di pensionamento, anche per chi è prossimo al raggiungimento dei requisiti per la pensione. Il calcolo avverrà esclusivamente sulla base degli effettivi contributi versati, senza alcun riferimento allo stipendio percepito, ma salvando quanto già accumulato entro il 31 dicembre 2011.
Previsto un brusco innalzamento dell’età pensionabile che potrebbe essere portata da 60 a 65 anni da subito, ovvero dal 1° gennaio 2012 senza alcun adeguamento graduale, e per tutti, anche per le donne sia impiegate nel settore pubblico che in quello privato. Il sistema previdenziale potrebbe inoltre prevedere degli incentivi per chi rimarrà al lavoro fino ai 70 anni di età. Il tutto dovrebbe far entrare nelle casse dello Stato ben 3,5 miliardi tra il 2013 e il 2015.
Aboliamo le pensioni INPS
Ridateci i nostri soldi versati che il piano pensionistico ce lo gestiamo da soli
Basta mantenere falsi invalidi, parassiti sociali ed ed associazioni non produttive.
Lasciate che il Lavoratore sia il vero gestore dei propri risparmi previdenziali e li possa gestire a proprio piacimento e non per pagare pensioni a gente che ha lavorato 15 anni e deve èssere mantenuta in pensionamento per più di 50 anni…
Non vedo nessuna EQUITA’ ma solo un furbo tentativo di mettere le mani nei fondi pensione come hanno fatto per il TFR con la scusa della crsisi e della recessione
Paghi chi non ha mai pagato o ha pagato poco
Cacciamo questi politici e tecnici improvvisati, prima che ci portino ad una rivoluzione popolare
La dieta per i poveri… affinche la pancia dei ricchi si gonfi sempre di più
Mi auguro di poter arrivare un giorno ad assistere nelle piazze Italiane, a processi indetti da un tribunale popolare che giudichi Politici, Preti, Banche, Imprenditori, e molti altri…
Una ghigliottina che funzioni giorno e notte, sotto la quale non si abbia alcuna pietà
Ma questi grandi cervelloni, politici e TECNICI
si sono mai chiesti quanto lavoro possa produrre un dipendente 70Enne?
Pensano veramente che un lavoratore di 65 /70 anni possa produrre per una azienda quanto un dipendente di 20 anni?
Non è stata ancòra scoperta la PILLOLA dell’immortalità, ma come fanno questi cervelloni BACATI a prenderci per idioti?
Oppure bisognerebbe vivere quanto ANDREOTTI ma svolgendo la sua attività di POLITICO per realizzare un sogno IMPOSSIBILE
Ci ritroveremo sul posto di lavoro, Dializzati, Cardiopatici, Arterosclerotici con demenza senile
Una bella prospettiva per l’Economia Italiana
al primo gennaio 2012 faccio 6o anni, nata il 01/01/01952 e a maggio 2012 40 anni contributi, ma quando covrei andare in pensione?
Anche con questa manovra il messaggio che viene inviato a tutti, ma specialmente ai giovani, è:
“Fate un lavoro in nero, cercate di pagare meno tasse possibile ed investite personalmente i soldi così risparmiati per farvi una rendita che vi servirà quando deciderete (e non quando deciderà qualcun’altro) di ritirarvi dal lavoro.
Tanto avete visto che darli all’INPS non serve a nulla: con una scusa o l’altra ne tornerà indietro, nel migliore dei casi, solo una parte, e non quando vorreste voi. “
COME MAI I DIPENDENTI DEL VATICANO PAGANO POCHE TASSE ED HANNO TANTE AGEVOLAZIONI? E COME MAI SE IL VATICANO NON FA PAGARE TANTE TASSE AI SUOI DIPENDENTI HA BISOGNO DEL NOSTRO OTTO PER MILLE?