Quotazione PMI, sgravi sulla consulenza

Credito d'imposta al 50% fino a un tetto di 500mila euro sulle spese di consulenza sostenute dalle PMI per la quotazioni in Borsa, in Italia o in Europa: le regole.

Nuovi stimoli per le PMI che si quotano in Borsa, la Legge di Bilancio 2018 prevede infatti un credito d’imposta sui costi di consulenza sostenuti per l’operazione di sbarco sul mercato.

E’ previsto dai commi 89 e seguenti della manovra (legge 205/2017), è un’agevolazione al 50% fino a un importo massimo di 500mila euro, riguarda i costi di consulenza sostenuti per l’ammissione in Borsa fino al 31 dicembre 2020.

Il credito d’imposta quotazione PMI è utilizzabile solo in compensazione, a partire dall’anno successivo a quello della quotazione.

=> Legge di Bilancio 2018, tutte le misure

La procedura di quotazione deve iniziare nel 2018 (successivamente quindi all’entrata in vigore della Legge di Bilancio) e riguardare un mercato regolamentato o sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

Il credito d’imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e in quelle successive fino a quando se ne conclude l’utilizzo. Non concorre alla formazione del reddito e alla base imponibile IRAP.

E’ previsto un decreto ministeriale per stabilire i criteri di attuazione della misura: procedure, casi di esclusione, concessione e utilizzo del beneficio, documentazione richiesta.

Fonte: legge 205/2017

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