Crisi d’impresa e insolvenza, la riforma

Strumenti per proseguire l'attività nelle crisi d'impresa, evitare l'insolvenza, favorire la ristrutturazione e scongiurare il fallimento: ddl delega approvato dal Governo.

Fallimento
Una procedura di allerta per affrontare tempestivamente le
crisi d’impresa, giro di vite sul concordato per garantire la continuità aziendale, addio al concetto di fallimento sostituito da gestione della crisi e insolvenza: sono i principi intorno ai quali ruota il nuovo disegno di legge delega del Governo approvato in CdM l’11 febbraio e pronto per l’iter parlamentare, sul solco del dl 83/2016 sulla disciplina fallimentare.

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Il ddl prevede una nuova procedura per un intervento più rapido in caso di crisi d’impresa, aiutando l’azienda a proseguire l’attività e evitare l’insolvenza. Ad esempio, sono previste nuove misure per favorire l’accesso al credito anche nelle crisi d’impresa, introducendo forme di garanzia sui beni che possono continuare a essere impiegati nel processo produttivo. Viene inoltre limitata la portata del concordato: troppe cause inutili, che non riescono a concludersi con un accordo fra debitore e creditori. La norma prevede il ricorso a questo istituto solo nei casi in cui serve effettivamente a proseguire l’attività dell’impresa.

Estesa, invece, l’applicazione dell’accordo di ristrutturazione anche a creditori diversi da quelli finanziari: nel caso in cui aderiscano i creditori pari almeno al 75% dell’ammontare complessivo dei debiti, l’accordo di ristrutturazione può essere applicato anche ai creditori di minoranza.

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Nei casi di insolvenza di minori dimensioni si rende possibile l’esdebitazione di diritto (senza passare dal giudice) e viene anticipato il meccanismo che libera l’impresa dai debiti al termine della procedura di fallimento (anche in corso di procedimento). Inoltre vengono introdotte nuove procedure, con il rafforzamento di un marketplace nazionale per la liquidazione dei beni, la possibilità di acquisto anche attraverso appositi strumenti finanziari e la creazione di un fondo nel quale siano conferiti i beni rimasti invenduti.

Infine: nella procedura di amministrazione straordinaria, nuove regole impongono commissari scelti da appositi albi e tutelano la continuità dell’attività; per le crisi che riguardano un gruppo d’impresa, sarà possibile un unico ricorso per accedere a istituti come il concordato preventivo o accordi di ristrutturazione del debito.

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