Che fine ha fatto l’APe Volontaria?

Decreto APe Volontaria non pervenuto: che fare? Riflessioni alla luce dello scenario normativo in vigore.

Sono in regola con i requisiti richiesti per l’APe Volontaria e ci ho sperato tanto. Comincio a pensare sia stata l’ennesima speranza delusa degli ultimi governi. Voi che ne pensate? Andrà tutto in soffitta? Io non ne sento più parlare se non che da voi e con notizie ben poco rassicuranti.

Domanda di: Giuseppe C.

Colgo l’occasione per rispondere alle molteplici email simili alla sua, che riguardano sia il decreto sull’APe Volontaria, a cui lei fa riferimento, sia quello sull’APe social. Inizio con il rispondere alla sua domanda: non credo che in alcun modo sia possibile mettere in discussione l’entrata in vigore dello strumento. Nel senso che c’è una legge che lo prevede, fra l’altro con limiti di tempo abbastanza stringenti (doveva partire dallo scorso primo maggio e la misura è sperimentale fino alla fine del 2018).

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Ebbene, è vero che l’attuazione registra forti ritardi: il decreto sull’APe volontaria, anche se il Governo continua a dire che è a buon punto, di fatto non sembra proprio in dirittura d’arrivo. In particolare, sembra ci siano problemi sulle convenzioni con il sistema bancario (che, di fatto, finanzia la misura). Sono molto pochi gli istituti di credito che aderiscono, e i tecnici dell’esecutivo stanno probabilmente cercando soluzioni che stimolino il finanziamento. Ma non credo si possa ipotizzare una proroga infinita.

C’è una legge che fissa termini precisi e che fa parte di una rilevante Riforma Pensioni, fra l’altro in continuo divenire (è aperta una trattativa governo-sindacati sulla cosiddetta fase 2, con nuove misure di Riforma in vista). Insomma, ritengono che la situazione sia destinata a sbloccarsi. È vero che il ritardo è forte e con ogni probabilità si prolungherà ancora. Esiste, a questo punto, il rischio che l’APe volontario non riesca a partire prima dell’estate.

=> Riforma Pensioni: al via Fase 2

Di fatto, anche l’APe Social e la pensione anticipata per i lavoratori precoci, che invece stanno per partire (i decreti in questo caso sono pronti, si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), sono in forte ritardo, tanto che la finestra di presentazione delle domande, inizialmente prevista per il periodo maggio-giugno 2017, è stata prolungata al 15 luglio. Si va incontro su questo fronte a un periodo molto caldo, visto che ci sarà di fatto solo un mese per presentare tutte le domande 2017 di richiesta.

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