Nato con finalità formative, lo stage aziendale – o tirocinio formativo di orientamento – offre purtoppo, ad alcune aziende, il pretesto per ottenere manovalanza a basso costo o gratuita. Tuttavia, gli stage aiutano di fatto a migliorare la preparazione e “fanno curriculum”, offrendo qualche opportunità in più di trovare lavoro.
A proporre contratti di stage sono prevalentemente le piccole e medie imprese e la ricerca del personale avviene ormai quasi esclusivamente tramite Internet.
Come evidenzia l’ISFOL, Isfol, i problemi principali che i candidati incontrano quando iniziano un tirocinio formativo è la mancanza di un ruolo preciso e l’assegnazione di mansioni di basso livello.
Eppure, gli stage sono disciplinati da una normativa dettagliata (Legge n.196/97 e D.M. n.142/98): per stage si intende un periodo di alternanza scuola-lavoro volto ad agevolare le scelte professionali, grazie alla conoscenza diretta degli ambienti, pubblici o privati, in cui si svolge il lavoro. La legge pone i seguenti limiti al numero di stage che possono essere contemporaneamente stipulati:
La durata dello stage a seconda del tirocinio formativo:
Il contratto di apprendistato deve, per legge, essere redatto in forma scritta e contenere l’indicazione del piano formativo individuale e della qualifica che l’apprendista potrà acquisire al termine della formazione. Durante tale rapporto di lavoro la categoria di inquadramento del lavoratore non può essere inferiore, per più di due livelli, alla categoria spettante.
L’apprendistato rappresenta l’unico contratto di lavoro stipulabile a tempo pieno da chi abbia meno di 18 anni. Possono essere assunti i giovani fino a 26 anni di età. L’articolo 48 del Collegato Lavoro abbassa l’età del lavoro da 16 a 15 anni, assolvendo l’obbligo di istruzione attraverso l’apprendistato.
Il Parlamento Europeo ha rivolto agli Stati membri un invito a migliorare le norme su tirocini e apprendistato nella UE e, insieme con la Commissione Europea, è stata chiesta una Carta Europea della Qualità sui Tirocini volta a garantirne il valore educativo ed evitare lo sfruttamento dei giovani.
In Italia, in realtà, è già partito l’iter di Riforma dell’Apprendistato, per quanto ancora in fase embrionale. Per attuarla, è stata prevista un’apposita Delega, affidata al Governo dal Collegato Lavoro.
In CdM è stato approvato il 5 maggio 2011 lo schema di decreto: un Testo Unico volto a riordinare la legislazione in materia, ad oggi oggetto di mille sovrapposizioni fra leggi e accordi nazionali e locali.
La riforma interesserà le tre forme di contratto esistenti:
I criteri da introdurre per accordi e contratti collettivi: forma scritta del contratto e del piano formativo individuale; divieto di retribuzione a cottimo; presenza di tutor aziendale; divieto di recedere dal contratto senza giusta causa.
Le opzioni da introdurre al vaglio della riforma: inquadramento del lavoratore fino a due livelli sotto la categoria spettante; rescissione dal contratto al termine della formazione; finanziamento della formazione in azienda con i fondi paritetici inter-professionali; registrazione del percorso seguito e delle competenze acquisite in un libretto formativo del cittadino; riconoscimento della qualifica professionale/competenze ai fini contrattuali o proseguimento degli studi.
Sono imprenditore da più di trent’anni- bene dopo avere assunto in questi anni diversi apprendisti sino agli anni novanta dopo sembra che siano spariti dal mondo del lavoro …… – oggi nel 2011 ho un figlio di quindici anni compiuti che ha fatto la prima geometra
per poterlo portare con me in azienda e nei vari cantieri tre-quattro ore al mattino giustamente il medico competente mi chiede
di sottoporlo al visita medica di abilitazione al lavoro
fatta tutto ok- chiedo al commercialista di assumerlo come apprendista – risposta – eugenio tuo figlio non può lavorare con te – primo perchè e una deduzione di costi non sostenuti secondo non ha ancora fatto i dieci anni di scuola – signori mi sembra si essere prese per il … – un genitore imprenditore non può fare
o inserire il proprio figlio nella sua attività – se penso che sono il settimo si undici figli e mio padre ha sempre potuto e richiesto l’aiuto ai figli sin dai 14/15 anni durante il periodo di vacanza e sono contento di avere potuto iniziare ad apprendere un lavoro sin da giovane ora dopo lo sviluppo il progresso scuole ferme e distaccate dal mondo del lavoro giornali media che confermano l’aumento costante di disoccupazione giovanile mi trovo in questa situazione mi viene da pensare che purtroppo burocrazia politica non hanno mai capito che il mondo del lavoro e fatto di ben altri principi e metodi e sistemi per gestire il lavoro specialmente nelle piccole aziende le ultime rimaste a trascinare
un carrozzone di politici amministratori enti e chi più ne ne metta – potrei continuare a narrare tante belle situazioni in cui sono trovato in questi anni da imprenditore ci sarebbe da fare un libro – lo programmerò per un domani quando avrò fortuna di medere i miei figli a continuare l’attività per ora mi armo di pazienza e un po di filosofia orientale che nin fa mai male specialmente in questi anni – Saluti f.to Eugenio