Il 2013 per le imprese: pagamenti rapidi e nuova fiscalità

Una panoramica delle nuove regole in vigore dal 2013 per le imprese in termini di fiscalità e agevolazioni: direttiva pagamenti, sgravi fiscali per assunzioni e innovazioni, fatturazione e IVA per cassa, stretta sulle auto aziendali.

Imprese 2013, novità normative e fiscali

Il 2013 inizia all’insegna di molteplici novità per le imprese: tempi di pagamento più brevi, nuove regole sull’IVA per cassa, stretta sulla deducibilità delle auto aziendali, crediti d’imposta per le nuove assunzioni e per gli investimenti nel Digitale. Tutte misure previste da leggi del 2012 entrate in vigore con l’inizio del nuovo anno. Vediamone una sintesi.

Pagamenti in 30 giorni

La pubblica amministrazione deve pagare i fornitori (quindi le imprese con cui ha rapporti commerciali) in 30 giorni, con una serie di deroghe a 60 giorni per alcuni casi particolari. Stesso limite di tempo anche per le transazioni commerciali fra privati, ovvero fra aziende, ma con una maggiori flessibilità: accordi fra le parti possono prevedere tempi più lunghi.

=> Approfondisci la legge sui pagamenti in 30 giorni

Il riferimento normativo per i nuovi tempi di pagamento è il dlgs 192/2012, che recepisce la direttiva europea 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.

Il termine di 30 giorni si calcola a partire dal ricevimento della fattura o di equivalente richiesta di pagamento, o dalla data di ricevimento della merce quando non è certa la data di ricevimento della fattura. Le precise indicazioni sul modo di calcolare la decorrenza dei termini, con tutti i vari casi, sono regolamentate dal comma 2 dell’articolo 1.

Nel caso dei pagamenti della PA, si può prevedere un termine superiore a 30 giorni, ma inferiore a 60, in base a un accordo fra le parti che deve essere messo per iscritto e che può avvenire solo nel caso in cui lo slittamento sia «giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione». Il termine è invece sempre raddoppiato a 60 giorni per:

  • imprese pubbliche (tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al Dlgs 333/2003).
  • enti pubblici dell’assistenza sanitaria (Asl, ospedali).

Nel caso di pagamenti fra imprese, si può sempre prevedere una clausola scritta che faccia slittare i termini oltre i 30 giorni: in questo caso l’accordo può anche prevedere tempi superiori a 60 giorni, che però non possono essere «gravemente iniqui per il creditore». A stabilire i casi di iniquità che provocano la nullità delle clausole è l’articolo 7 del Dlgs 231/2002.

I tassi di interesse previsti nel caso in cii i pagamenti si prolunghino oltre i termini, sono i tassi di mora calcolati con una maggiorazione dell’8% sul tasso BCE (significa un tasso intorno al 10%). Nei pagamenti fra imprese si possono prevedere tassi diversi, sempre con le limitazioni previste dall’articolo 7 del Dlgs 231/2002 (nullità delle clausole).

Quello dei ritardi di pagamento, soprattutto della PA, è un problema che riguarda soprattutto le PMI, che oggi in Italia aspettano in media 180 giorni, con punte superiori (fino a 1500 giorni, ovvero circa quattro anni) al Sud.

Resta da vedere fino a che punto la nuova norma sarà efficace nel risolvere il problema.

Stretta auto aziendali

Nel corso del 2012 ci sono stati due giri di vite sulla deducibilità delle auto aziendali, prima con la Riforma del Lavoro (legge 92/2012) e poi con la Legge di Stabilità 2013 (228/2012). In base a queste norme, dal periodo d’imposta 2013 la deduzione scende:

  • al 20% per le auto aziendali e dei professionisti (esclusi i taxi): su questi veicoli la deduzione era al 40%, era stata portata al 27,5% dalla Riforma del lavoro ma questa soglia è ulteriormente scesa al 20% con la Legge di Stabilità. La precisa casistica delle auto a cui si applica è regolamentata dall‘articolo 164, comma 1, lettera b del Testo Unico delle imposte sui redditi (917/1986).
  • al 70% per le auto in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta: qui la precedente agevolazione era al 90% ed è scesa al 70% con la legge 92/2012.

=>Scopri le regole 2013 sulle deducibilità delle auto aziendali

Fatturazione

Sono entrate in vigore con il 2013 le novità su fattura semplificata (per operazioni sotto i 100 euro) e fattura elettronica (equiparata a quella cartacea) previste dai commi 325-335 dell’articolo 1 della legge di Stabilità, che di fatto rappresentano il recepimento della direttiva europea 2010/45/Ue.
E’ una delle misure che precedentemente erano state inserite nel cosiddetto decreto salva sanzioni, poi confluito nella legge di Stabilità visti i tempi stretti di fine legislatura.

=>Leggi la guida su Fatturazione e IVA dal 2013

IVA per cassa

In base al primo decreto Sviluppo (83/2012), sono entrate in vigore le nuove norme sullIVA per cassa (già applicabile come opzione dallo scorso primo dicembre) – pagamento IVA all’emissione della fattura – per le aziende che fatturano fino a due milioni l’anno.

Il regime va però applicato all’intera contabilità aziendale, non alle singole operazioni: sforzi notevoli in vista, dunque, per le PMI e per le aziende in regime di contabilità semplificata.

=>Consulta le nuove regole sull’IVA per cassa

Credito d’imposta

Previsti diverse nuove agevolazioni di questo tipo.

Il primo decreto sviluppo del 2012 (83/2012) prevede un credito d’imposta del 35% sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato, con un tetto di 200mila euro per singola impresa (=> leggi il dettaglio della misura). Nel successivo decreto Sviluppo bis (179/2012) sono state previste specifiche semplificazioni per concedere questo credito d’imposta alle start up innovative (=> vai alle misure per le imprese innovative).

Sempre il decreto sviluppo bis, all’ art. 11 bis, infine, concede un credito d’imposta del 25% alle imprese che investono nel digitale, sviluppando piattaforme telematiche per la distribuzione, la vendita e il noleggio di opere dell’ingegno digitali nel triennio 2013-2015.

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