Liberalizzazioni: rating legalità imprese, tassa Antitrust e accordo farmacie

Nuovi emendamenti al decreto liberalizzazioni: rating legalità imprese, fondo Antitrust finanziato da tassa alle grandi società e accordo sulle farmacie, dopo le novità su srl semplificate, Tribunale Imprese, tariffe professionali e società fra professionisti.

Decreto Liberalizzazioni: arriva il rating legalità per le imprese

Importanti novità per  quanto riguarda il decreto liberalizzazioni, in discussione alla commissione Industria del Senato, che andranno a toccare da vicino l’attività di migliaia di partite IVA e di Pmi italiane: rating sulla legalità delle imprese, tassa per le grandi società finalizzata a un fondo Antitrust e nuove regole per le farmacie, che si vanno ad aggiungere alle recenti novità su Srl semplificate per giovani imprenditori, Tribunale delle imprese e tariffe professionali.

Ultimi emendamenti

RATING LEGALITA’ IMPRESE

La più recente novità è il rating sulla legalità delle imprese, il cui valore costituirà una corsia preferenziale per i finanziamenti pubblici o i prestiti bancari, così come previsto da un emendamento approvato il 27 febbraio su proposta di Maria Elisabetta Alberti Casellati e Franco Asciutti.

Il Garante della Concorrenza, in accordo con i ministeri della Giustizia e dell’Interno, procederà all’elaborazione di un rating, ovvero di un giudizio di legalità per le imprese che operano nel territorio nazionale e del quale tenere conto «in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario».

Simona Vicari, relatrice del decreto liberalizzazioni in commissione, spiega che si tratta di una misura che «recepisce una proposta di Confindustria» e aggiunge che il rating verificherà la correttezza delle imprese non solo in relazione alla criminalità, ma anche verso il fisco e lo Stato.

Dalle Pmi, arrivano reazioni positive: per Gino Sciotto, presidente nazionale della Federazione Autonoma Piccole Imprese (Fapi) «sono soprattutto le piccole e medie imprese ad essere attaccate dalla criminalità» e di conseguenza «un rating antimafia è una soluzione interessante, perché chi denuncia non deve avere problemi ad operare sul mercato».

La proposta viene definita «utile per contrastare l’ingerenza della criminalità organizzata nell’economia» dando «nuovo ossigeno alle imprese» anche da Paolo Esposito, presidente nazionale della Cidec, per il quale «la criminalità trae linfa dalla crisi economica bloccando, di fatto, lo sviluppo e creando danni irreversibili ai territori e al tessuto produttivo».

Dunque, il rating legalità risponde «in modo concreto all’istanza di crescita dell’Italia», sarà utile alle imprese «per avere più credito» e »per affrontare meglio la crisi» e «in generale più essere un modo per contrastare l’usura, fenomeno sempre più dilagante e aggravato dalla crisi».

FARMACIE

Finalmente è stato raggiunto un accordo sul numero di farmacie che si potranno aprire: una ogni 3.300 abitanti, senza quote riservate per concorsi straordinari finalizzati a nuove aperture. Resta inoltre la possibilità di aprire farmacie in stazioni, aeroporti e centri commerciali.

Si conferma così l’obiettivo iniziale del Governo: l’apertura di circa 5.000 nuove farmacie, da cui usciranno  “i medicinali galenici e quelli per uso veterinario“, come dichiarato dalla relatrice del decreto liberalizzazioni Simona Vicari (Pdl), mentre i farmaci di fascia C restano esclusi dalle parafarmacie.

SRL SEMPLIFICATE

Per quanto riguarda le srl semplificate a un euro per giovani imprenditori sotto i 35 anni, la novità è l’introduzione del passaggio notarile, che il testo originale del decreto non prevedeva, che però deve essere in forma gratuita. Era stato il Consiglio dei notai a sottolineare il rischio che la nuova forma societaria potesse essere utilizzata, anche attraverso presta-nomi, come veicolo per creare società poco trasparenti. Oltre al fatto che non sono dovuti onorari notarili, restano esenti da diritti di bollo e di segreteria l’atto costitutivo e l’iscrizione del registro delle imprese.

L’atto costitutivo della srl semplificata deve essere redatto in conformità a un modello standard che verrà tipizzato da un decreto attuativo entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

TRIBUNALE IMPRESE

Per il Tribunale delle imprese viene ampliato il numero delle sezioni competenti: alle 12 precedentemente previste, se ne aggiungono otto, per un totale di venti. In pratica, ci sarà una sezione specializzata in ogni Regione, anche se per la Val d’Aosta e il Trentino saranno competenti le sedi di Torino e Venezia, mentre in Lombardia oltre a Milano viene istituita una sezione specializzata anche a Brescia. C’è anche un cambiamento sul contributo delle imprese, che secondo il testo del decreto veniva quadruplicato e che ora viene invece “solo” raddoppiato.

C’è poi un emendamento che prevede un contributo all’Antitrust per le società con fatturato superiore ai 50 milioni di euro. Il balzello è pari allo 0,08% per mille dei ricavi e partirà dal 2013.

TARIFFE PROFESSIONISTI

Per quanto riguarda i professionisti, resta l’abrogazione delle tariffe professionali e resta anche l’obbligo di pattuire il compenso al momento del conferimento dell’incarico. Sparisce, però, l’obbligo di metterlo nero su bianco su richiesta del cliente, sostituto con un obbligo di rendere nota al cliente la misura del compenso con un preventivo di massima.

SOCI PROFESSIONISTI

C’è anche un emendamento che introduce novità rispetto a quanto previsto dalla Legge di Stabilità sulle società fra professionisti. Come noto, la legge ha introdotto nel sistema italiano la possibilità di soci non professionisti. L’emendamento, in pratica, stabilisce che però i soci professionisti debbano sempre avere almeno i due terzi dei diritti di voto: «in ogni caso il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci». In caso contrario, la società si scioglie e l’ordine o il collegio professionale di pertinenza provvedono alla cancellazione dall’albo. Fra le altre novità, si prevede poi che se la forma prescelta è quella cooperativa i soci devono essere almeno tre.