Liberalizzazioni, guida al Decreto

Guida al Decreto Liberalizzazioni del governo Monti (DL n.1/2012) , con il dettaglio delle principali misure per imprese e professionisti, giovani imprenditori e Pmi.

Riforma delle professioni

Le professioni

I cambiamenti riguardano diverse categorie professionali, dagli avvocati ai notai agli architetti ai commercialisti. Innanzitutto, come prevede l’articolo 9, sono abrogati i tariffari delle professioni regolamentate da un ordine.
Attenzione, c’è una precisazione importante nell’ultima parte del comma 2, relativa ai contratti fra professionisti e consumatori o microimprese: se nel contratto viene fatto riferimento all’utilizzazione dei parametri tariffari (che appunto sono stati abrogati), questo «dà luogo alla nullità della clausola relativa alla determinazione  del  compenso  ai  sensi dell’articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206».

Proseguendo, la determinazione del compenso fra il professionista e i suo cliente, privato o azienda che sia, avviene al momento del conferimento dell’incarico. Il professionista è anche tenuto a fornire un preventivo dettagliato, completo di tutti gli oneri ipotizzabili e dei dati della polizza assicurativa.

Liberalizzazione delle tariffe, insomma, un provvedimento contro il quale sono particolarmente schierati gli avvocati (che da tempo propongono un loro progetto di riforma della professione che lascia all’Ordine la determinazione delle tariffe).

Un’altra novità, comma 5 dell’art.9, riguarda il tirocinio, che non potrà durare più di 18 mesi, con i primi sei che possono essere inseriti nel percorso universitario.

Infine l‘articolo 10 prevede l’estensione ai liberi professionisti della possibilità di partecipare al patrimonio dei Confidi, strutture finanziarie di categoria che forniscono garanzie alle imprese facilitandone l’accesso al credito. Di fatto, i liberi professionisti vengono così equiparati a piccole e medie imprese.

Farmacie

Misure particolari, contenute nell’articolo 11, sono previste per i farmacisti.
Innanzitutto, le farmacie saranno più numerose, una ogni 3mila abitanti invece che una ogni 4mila o 5mila, a seconda delle dimensioni dei comuni. Si stima che sul territorio nazionale il numero delle farmacie passi a 23mila, da 18mila, dunque ne nasceranno circa 5mila.

Ci saranno concorsi aperti a farmacisti non titolari oppure titolari di sedi rurali, quindi a basso reddito. Viene istituito un fondo, presso l’istituto previdenziale dei farmacisti (ENPAF), per sussidiare le farmacie nei comuni sotto i mille abitanti, a cui viene assicurato un reddito netto non inferiore al 50% del reddito netto conseguibile da un farmacista collaboratore di primo livello con due anni di servizio (in base al contratto nazionale). Il Fondo viene finanziato dalle farmacie urbane con una quota che dipende dal fatturato.

Vengono liberalizzati gli orari delle farmacie, che quindi possono restare aperte quando vogliono, e i farmacisti possono praticare sconti sui farmaci.

Quanto alle ricette, il medico è tenuto a scrivere che il farmaco è sostituibile con il generico (oppure, se lo ritiene, può indicare in ricetta la dicitura “non sostituibile”), e il farmacista è tenuto a proporre al cliente il generico con il prezzo più basso (salvo diversa richiesta del cliente stesso, che può naturalmente scegliere il farmaco di marca).

Taxi

Anche questo, capitolo delicato che ha dato luogo a proteste molto vivaci dei tassisti. La questione chiave è il numero delle licenze, su cui deciderà la nuova Autorità peri Trasporti. Fino a quando non verrà istituita, a partire dal 30 giugno la competenza è dell’Authority per l’Energia e il Gas. Per prendere una decisione, sarà effettuato un sondaggio città per città, sentendo anche i sindaci (che fino a oggi invece avevano la competenza sulle licenze). Prevista una «tangibile compensazione» per i tassisti che già detengono la licenza, nei casi in cui verrà deciso un aumento delle stesse.

Notai

Aumenta anche il numero dei notai, secondo quanto prevede l’articolo 12: ci saranno 1500 notai in più. A distribuirli sul territorio provvederà un decreto del ministero della Giustizia entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. Entro la fine del 2012 verranno banditi concorsi per un totale di 550 nuovi notai, che erano già previsti da precdenti normative. Poi, un concorso per altri 500 posti nel 2013, e un altro di uguale numero nel 2014.

Banche e assicurazioni

Il decreto si propone di produrre più concorrenza anche sul fronte del conto bancario, della rc auto, delle carte di pagamento.

La Banca d’Italia deciderà la commissioni sui prelievi Bancomat in sportelli non del proprio istituto. Arriva, etro tre mesi, il conto corrente base a costo zero. Verranno abbassate le commissioni a carico degli esercenti sui pagamenti con le carte: le riduzioni saranno decise da Abi, banche, società delle carte di credito, Poste, Consorzio Bancomat, e associazioni entro il primo giugno 2012, e applicate entro i tre mesi successivi.

Quanto una banca concede un mutuo, deve proorre al cliente almeno due alternative sulla polizza assicurativa eventualmente richiesta.

Quanto alla Rc auto, gli agenti devono proporre almeno tre diverse opzioni al cliente. Fra l’altro, per la Rc auto arriva il contrassegno virtuale. Chi accetta la “scatola nera” in macchina può ottenere sconti sull’assicurazione auto.

Edicole

Infine, novità per gli edicolanti: in base all’articolo 39 possono rifiutare prodotti che gli editori e i distributori abbinano ai giornali, praticare sconti, vendere altri prodotti oltre a giornali e riviste.

Energia e gas: novità 2012

Energia e Gas

Sono diverse le misure relative alla liberalizzazione del mercato del Gas e alla riduzione del costo dell’energia elettrica: separazione Snam da Eni, provvedimenti mirati ad alleggerire le bollette e riduzione dei costi di approvvigionamento di gas naturale per le imprese.

C’è invece una misura, relativa alle rinnovabili, prevista dall’articolo 65, che toglie l’accesso agli incentivi statali per il fotovoltaico agricolo, precisamente per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole (a meno che non abbiano già ottenuto il titolo abilitativo o ne abbiamo già fatto richiesta alla data di entrata in vigore del decreto, il 24 gennaio). Le associazioni di settore chiedono che l’articolo 65 venga stralciato dal decreto in sede di conversione in parlamento.

Benzina

Altro tema caldo, visto che i benzinai dopo il decreto hanno confermato una serrata di dieci giorni. Il governo liberalizza ma non troppo, dicono. Le misure sono contenute negli articoli che vanno dal 17 al 20. Saltano alcune attese, come quella dei gestori multimarca.

C’è uno stop all’esclusiva fra gestore e compagnia, ma solo per i proprietari di impianti, c’è la possibilità di vendere anche prodotti diversi dalla benzina, compresi alimentari e giornali e c’è la liberalizzazione dei self service fuori dai centri abitati.