Insolvenze, nuova legge su recupero crediti

Nuove regole UE per facilitare il recupero crediti in caso di insolvenza imprese, semplificare le ristrutturazioni, combattere il turismo dei fallimenti: le novità.

Sono in vigore da lunedì 26 giugno le nuove regole europee sul recupero crediti transfrontaliero in caso in insolvenza delle società, che mirano a rendere più facile per i creditori recuperare il proprio denaro semplificando anche le procedure di ristrutturazione delle imprese. In pratica, si tratta di un’armonizzazione delle regole applicabili nei vari stati, e del riconoscimento ufficiale della validità nell’intera UE delle sentenze di insolvenza.

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Recupero crediti

Vediamo di seguito le principali novità in materia di recupero crediti intra-UE per insolvenza delle imprese.

Allargamento del campo di applicazione: le nuove norme si applicano a una gamma più ampia di procedure nazionali di ristrutturazione attivabili per salvare le imprese o per recuperare i crediti presso i debitori degli altri paesi dell’UE.

Certezza del diritto e salvaguardie contro il “turismo dei fallimenti”: se un debitore si trasferisce in un altro paese poco prima di depositare la dichiarazione di insolvenza, il giudice dovrà verificare che il trasferimento sia genuino e non motivato dalla prospettiva di beneficiare di regole meno severe in materia di insolvenza.

Aumento delle probabilità di salvare le imprese tramite ristrutturazione: vengono evitate le “procedure secondarie” (aperte dai giudici di paesi UE diversi da quello della sede legale dell’impresa), rendendo più facile ristrutturare le imprese in contesti transfrontalieri, ma anche tutelando gli interessi dei creditori locali.

Nuovo quadro normativo per le procedure di insolvenza dei gruppi di imprese: l’obiettivo è aumentare l’efficacia delle procedure d’insolvenza all’interno di un gruppo di imprese, aumentando le probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.

Collegamento dei registri fallimentari: entro l’estate 2019, i registri fallimentari elettronici nazionali di tutta l’UE risulteranno collegati tra loro e sarà quindi più facile ottenere informazioni sulle procedure d’insolvenza avviate negli altri paesi dell’UE.

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A commentare il nuovo quadro regolatorio sugli insoluti, Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Europea:

«In un vero mercato interno, le imprese che devono procedere alla ristrutturazione non dovrebbero essere ostacolate da conflitti relativi alle norme nazionali da applicare, né le frontiere nazionali dovrebbero rappresentare un ostacolo per chi vuole recuperare i propri crediti. Le nuove norme sosterranno le imprese e gli investimenti grazie alla maggiore certezza del diritto che esse garantiscono». Con le nuove nome aggiunge Vĕra Jourová, Commissaria UE per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, «il quadro di riferimento giuridico in materia di insolvenza permetterà di eliminare gli ostacoli agli investimenti e sosterrà gli imprenditori onesti».

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