Imprese sociali, riforma del Terzo Settore

Riordino del quadro normativo, con novità per le imprese sociali: riforma del Terzo Settore approvata al Senato e con testo blindato di nuovo alla Camera.

Via libera del Senato alla tanto attesa Riforma del Terzo Settore con 146 voti a favore, 74 contrari e 16 astenuti, dopo due anni di discussione e uno dall’approvazione alla Camera. Una nuova e complessa normativa che tocca aspetti giuridici, finanziari e fiscali di un mondo che conta quasi 5 milioni di volontari, oltre 390mila organizzazioni censite dall’ISTAT, 800mila posti di lavoro, 12mila cooperative e imprese sociali con una media di 10-12 addetti, 8mila fondazioni di comunità e un giro d’affari di circa 74 miliardi di euro pari al 4% del PIL. Ora la legge passa all’esame della Camera.

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Il disegno di legge delega di “Riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e della disciplina del servizio civile universale” apporta modifiche alla legge n. 266/1966 in materia di organizzazioni di volontariato, prevedendo un nuovo schema normativo all’interno del quale dovranno operare gli Enti del Terzo Settore. Si va dalla definizione delle finalità e dell’oggetto degli Enti di Terzo settore, alla questione della revisione fiscale, al riordino in materia di Servizio Civile Nazionale, al riconoscimento della difesa non armata della patria e l’allargamento agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

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Tra le novità quelle relative alle imprese sociali, una delle questioni più spinose della Riforma, nel disegno di legge sono state tuttavia definite solo nelle loro linee generali, poi saranno necessari dei decreti attuativi. L’attuale testo (che viene trasmesso “blindato” alla Camera) prevede un allargamento dei settori, includendo anche forme diverse dalle cooperative mutualistiche, come le Srl e le SpA e ammettendo il concetto di remunerazione del capitale per garantire le finalità benefiche perseguite. Per il presidente di Federsolidarietà, Giuseppe Guerini:

«L’allargamento dei settori per le imprese sociali, la possibilità di attrarre capitali e finanziamenti “pazienti” (con basso rendimento e a lungo termine) per nuovi servizi, la semplificazione e la chiarezza delle procedure per acquisire la qualifica sono novità importanti che devono trovare nei decreti legislativi gli strumenti più idonei per avviare una nuova fase». «Dalla riforma ci aspettiamo l’avvio di una stagione nuova in cui i cittadini abbiano l’opportunità per auto-organizzarsi e rispondere ai propri bisogni partecipando attivamente. Mettendosi insieme per valorizzare i beni culturali e ambientali abbandonati con azioni di sviluppo locale e di promozione turistica del territorio. Con risposte innovative nel settore del welfare per affrontare le nuove povertà con percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa. Per progettare servizi domiciliari e residenziali per le famiglie che devono fronteggiare la crescita della non autosufficienza. Con percorsi mirati di inserimento lavorativo per le persone disabili».

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Positiva la reazione all’approvazione in Senato del Ddl del Forum Nazionale del Terzo Settore, il cui portavoce, Pietro Barbieri, ha dichiarato:

«Molto buono l’articolo cui infine si è giunti sull’impresa sociale ed il complesso lavoro di sistematizzazione e riordino di tutto il quadro normativo che ha caratterizzato per trent’anni il nostro mondo. Rendiamo inoltre atto che il Relatore Senatore Lepri e il Sottosegretario Bobba nei delicati, ma politicamente illuminati, momenti finali, tra l’altro, hanno anche inteso introdurre norme che rinviano ai Decreti Legislativi la disciplina dell’autofinanziamento e il tema dei rimborsi spese ai volontari. Dopo tante vicissitudini, si è finalmente chiuso anche il capitolo delle coperture per il DDL, che sembrerebbero certe e stabili.

In un testo complessivamente positivo, certamente rimangono alcune zone d’ombra e qualche dubbio, che però confidiamo di fugare durante la fase di redazione – auspicando tempi rapidi per il nuovo passaggio del DDL alla Camera dei Deputati – dei decreti legislativi, momento decisivo per delineare lo schema normativo effettivo in cui gli Enti di Terzo Settore dovranno operare, e nel cui iter chiediamo, come rappresentanti dei destinatari delle norme, di poter essere ancora coinvolti e ascoltati. Il Forum, come sempre in questi due lunghi e tormentati anni di gestazione della Riforma è pronto a fare la sua parte, con serietà e responsabilità, nell’interesse di tutto il Terzo Settore italiano».

Fonte: Senato.it.

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