Fallimento impresa: tutele e rimborsi

Processo fallimentare: la legge prevede tutele per i creditori, anche chirografari, e un bonus per chi non intasa i tribunali.

La Riforma del processo fallimentare (legge n. 132/2015) ha revisionato le procedure legate ai fallimenti delle imprese e gli elementi legati al concordato preventivo, andando a modificare in più punti il DL n. 83/2015 recante “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”.

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Tutele

La riforma ha voluto prevedere maggiori tutele per i creditori: la proposta di concordato preventivo (esclusi i casi di continuità aziendale) deve soddisfare almeno il 20% dei crediti chirografari (tipicamente meno protetti). Inoltre, i giudici devono trattare con priorità le cause in cui è parte un concordato o un fallimento. I curatori fallimentari non possono infine essere rappresentati da chi ha cagionato il dissesto dell’impresa. Concordato e procedure concorsuali sono dunque tornati al centro del processo i tribunali, anche con un’apertura alla concorrenza in caso di cessioni di ramo d’azienda.

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Per le parti che si accordano in sede di negoziazione assistita, evitando la causa, è previsto un credito d’imposta fino a 250 euro. Da segnalare infine la semplificazione dei pignoramenti e l’acceso alle banche dati pubbliche come PRA e anagrafe tributaria ed enti previdenziali.

Fonte: Gazzetta Ufficiale.

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