Pensione di anzianità e invalidità: nuove regole 2013

Nuovi criteri e modalità di rivalutazione delle pensioni di anzianità ed invalidità: ecco come cambiano nel 2013 età pensionabile, assegni per pensionati e invalidi civili e limiti reddituali.

Pensioni, cosa è cambiato da gennaio 2013

Pensione di anzianità e invalidità: con il 2013 sono cambiate le regole. Con l’entrata in vigore a regime della Riforma Monti-Fornero, infatti, si inaspriscono le condizioni di accesso alle prestazioni previdenziali, oltre ad innalzarsi per tutti i lavoratori l’età pensionabile.

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Pensioni di invalidità

Con la Circolare INPS n. 149 sono stati comunicati i nuovi criteri e modalità di rivalutazione delle pensioni per l’anno appena iniziato.

Cambiano gli importi di pensioni e assegni per gli invalidi civili, ma anche i limiti reddituali, per i quali concorrerà anche il reddito del coniuge: gli invalidi civili perderanno il diritto all’assegno di invalidità se la somma tra il reddito del coniuge e la propria pensione di invalidità, pari a 275,87 euro al mese, supererà i 16.127,30 euro lordi.

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Lo SFIDA (Sindacato delle persone disabili e delle loro famiglie) ritiene le nuove regole INPS prive di qualsiasi fondamento giuridico tanto da richiedere di rettificare il contenuto della circolare: non solo si fa cassa sulle spalle delle fasce di reddito più basse e delle classi sociali più deboli ma, peggio ancora, se ne ledono i diritti costituzionali in nome del pareggio di bilancio.

Pensioni di anzianità

Da gennaio 2013 è entrata in vigore la Riforma delle Pensioni, pertanto si andrà in pensione di anzianità a 62 anni e tre mesi per le donne (per le quali l’età pensionabile salirà gradualmente, fino ad equiparare quella degli uomini nel 2018) e a 66 anni e tre mesi per gli uomini.

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La situazione peggiora per chi intende andare in pensione anticipata: ci si potrà andare solo con 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.