Defiscalizzazioni per imprese: buoni pasto

I buoni pasto rappresentano la forma di defiscalizzazione più diffusa tra le imprese, ma il potere d'acquisto sta scendendo: utile un innalzamento della quota detassata.

Buoni pasto: la forma di defiscalizzazione preferita dalle aziende

Contrattazione aziendale, il Tuir (testo unico delle imposte sui redditi) concede diverse possibilità di defiscalizzazione, tra le quali figurano anche i buoni pasto concessi dai datori di lavoro ai propri dipendenti.

Una forma di defiscalizzazione tra le più diffuse perché costituisce un doppio vantaggio per l’azienda, che può dedurre i buoni pasto sia per quanto riguarda il fisco che la contribuzione.

Il loro valore è pari a 5,29 euro e, considerati vero e proprio denaro, possono essere spesi in tutti gli esercizi commerciali aderenti, anche se i buoni pasto nel tempo hanno perso potere d’acquisto.

Così aziende e lavoratori chiedono che il Governo innalzi la quota di defiscalizzazione dei ticket restaurant a 10 euro, consentendo alle imprese di elevare il valore nominale degli stessi.

Infatti anche per le imprese che concedono buoni pasto del valore di 7 o 10 euro, la quota detassata è comunque pari a 5,29 euro.

Indubbiamente la defiscalizzazione dei ticket rappresenta un costo per lo Stato ma le organizzazioni di categoria sottolineano come la loro tracciabilità aiuti a combattere l’evasione e il loro utilizzo costituisce un incentivo per i consumi. Non resta che aspettare la decisione del Governo in merito.

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