Aliquote IVA verso la riforma

di Noemi Ricci

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Proposta legislativa UE volta a riconoscere agli Stati membri maggiore autonomia sulle aliquote IVA: imposta ridotta più flessibile ed esenzione per PMI a maglie larghe.

Creare un contesto fiscale più favorevole allo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono la dorsale economica del vecchio continente: è l’obiettivo con il quale la Commissione Europea ha proposto nuove norme che vadano a sostituire le attuali leggi in materia di IVA, ormai superate e troppo restrittive, riconoscendo agli Stati UE maggiore flessibilità nel fissare le aliquote IVA.

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Riforma aliquote IVA

Dare agli Stati Membri maggiore autonomia sulla definizione delle aliquote IVA porterebbe, in primis, a una riduzione dei costi globali di conformità all’IVA (circa 18% all’anno).

Inoltre, verrebbe eliminato il problema dei costi sproporzionati di conformità IVA, che gravano soprattutto sulle imprese più piccole e di frontiera (arrivando anche oltre l’11%) rispetto a quelle che operano solo a livello nazionale. Verrebbe anche data la possibilità ad un maggior numero di imprese di beneficiare delle norme IVA semplificate.

IVA ridotta

Le attuali norme UE in tema di IVA (rigide e restrittive) consentono agli Stati UE di applicare sul territorio nazionale un’aliquota ridotta del 5% solo a due diverse categorie di prodotti, rappresenterebbero un reale ostacolo alla crescita.

La Commissione propone quindi di garantire una maggiore flessibilità sulle aliquote IVA, fissando ad esempio:

  • due aliquote distinte tra il 5 e il 15%;
  • un’aliquota da fissare tra lo 0 e il 5%;
  • un’aliquota pari a 0 per i beni esenti da IVA (o “aliquota zero”).

Viene inoltre prevista la soppressione dell’attuale elenco di beni e servizi cui possono essere applicate aliquote ridotte per sostituirlo con un nuovo elenco di prodotti (come armi, bevande alcoliche, tabacco e gioco d’azzardo) ai quali dovrà sempre essere applicata l’aliquota normale del 15% o superiore.

In ogni caso, i beni che attualmente beneficiano di aliquote diverse da quella ordinaria potranno continuare a farlo.

Agli Stati Membri verrà richiesto di garantire un minimo di entrate pubbliche facendo in modo che l’aliquota IVA media ponderata sia pari almeno al 12%.

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Esenzione IVA per PMI

Per ridurre i costi per le PMI, che oggi non possono accedere all’esenzione IVA nel caso in cui superino determinati volumi di affari, viene proposto di introdurre:

  • una soglia di entrate di 2 milioni di euro, al di sotto della quale le piccole imprese beneficerebbero di misure di semplificazione (come obblighi semplificati con riguardo alla registrazione ai fini dell’IVA, alla fatturazione e alla tenuta dei registri), a prescindere dal fatto che siano state esentate dall’IVA;
  • la possibilità per gli Stati Membri di dispensare dagli obblighi IVA relativi all’identificazione, alla fatturazione, alla contabilità e alle dichiarazioni le piccole imprese esenti dall’IVA;
  • una soglia di volume d’affari di 100 000 euro che consentirebbe alle imprese operanti in più di uno Stato membro di beneficiare dell’esenzione IVA.

Questa in sintesi la proposta legislativa che verrà trasmessa al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo per consultazione e al Consiglio per l’adozione.

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