TARI imprese in attesa di esenzioni

Caos TARI sui rifiuti industriali a causa del decreto del ministero dell’Ambiente che tarda ad arrivare: le ripercussioni sul costo della tassa per tutti i contribuenti.

Si attende ancora per il cosiddetto decreto “Salva Imprese” del Ministero dell’Ambiente sulla TARI imprese che dovrebbe dare il via ufficiale all’esclusione dal pagamento della tassa rifiuti per i magazzini, le aree di produzioni, i centri commerciali medio grandi, i cui rifiuti sono assimilabili a quelli speciali non pericolosi (e non a quelli urbani come attualmente previsto) smaltiti autonomamente dalle aziende.

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Il problema è che ora è in vigore un’errata assimilazione tra rifiuti industriali e rifiuti urbani la quale comporta la compilazione da parte delle aziende, all’atto della dichiarazione dello smaltimento, della bolla relativa ai rifiuti solidi urbani invece di quella concernente i rifiuti industriali, come spiega il deputato pentastellato Alberto Zolezzi, membro della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti:

«Una vetreria e un appartamento con gli stessi metri quadri pagano la stessa tariffa dei rifiuti. Ma si può capire che la produzione e il relativo costo del servizio siano molto differenti. Il governo dovrebbe varare un apposito decreto assimilazione: anche il Tar Lazio si è espresso in tal senso, ma sono trascorsi i 120 giorni del termine imposto. I contribuenti potrebbero risparmiare ben il 20% della tassa».

A chiedere con forza il decreto sono le imprese stesse che sollecitano da anni l’esclusione dalla TARI dei rifiuti prodotti nei magazzini. Il decreto dovrebbe evitare che i Comuni possano, come avviene oggi, assimilare ai rifiuti urbani quelli prodotti dalle imprese, che in realtà pagano privati per smaltirli autonomamente, sostenendo così una doppia spesa. In sostanza quello che chiedono le imprese è di stabilire regole precise nazionali per l’assimilazione dei rifiuti speciali (prodotti dalle imprese) ai rifiuti urbani, sia ai fini dell’applicazione delle regole sulla raccolta e lo smaltimento, sia per l’applicazione della TARI.

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Per il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti:

«Il rischio è che paradossalmente il ricalcolo della TARI e della mancata assimilazione tra i due regimi possa incidere molto di più sulle famiglie numerose perché si calcolerà effettivamente i rifiuti prodotti dagli occupanti».

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