IMU-TASI con sanzioni ridotte

Versamento IMU -TASI in ritardo ma con sanzione ridotta: tutte le scadenze e i costi del ravvedimento operoso.


Fino al 30 giugno i contribuenti che non hanno pagato IMU e TASI, oppure hanno effettuato un versamento insufficiente, possono rimediare attraverso il ravvedimento operoso breve, che prevede una maggiorazione limitata allo 0,1% per ogni giorno di ritardo rispetto alla scadenza del 16 giugno. Ricordiamo che quest’ultimo era il termine per pagare la prima rata delle imposte sugli immobili, mentre il saldo verrà effettuato in dicembre.

=> IMU -TASI 2017: aliquote, calcoli e scadenze

Dal primo luglio 2017 finisce la possibilità di ricorrere al ravvedimento sprint (che prevede la regolarizzazione entro 14 giorni dalla scadenza), ma si può utilizzare il ravvedimento breve (dal 15esimo al trentesimo giorno), pagando entro il 16 luglio una maggiorazione fissa dell’1,5%. Oltre il mese di ritardo, la multa sale all’1,67%, e si può applicare fino al 90esimo giorno dalla scadenza (quindi, entro il 14 settembre). Chi non riesce a regolarizzarsi entro questa data, ha un anno di tempo per il ravvedimento lungo, che scade il 2 luglio del 2018 (ovvero la scadenza per la dichiarazione dell’anno successivo), e prevede una sanzione pari al 3,75%.

Chi invece non avesse ancora pagato la tassa 2016 (acconto o saldo), deve effettuare il versamento (per utilizzare il ravvedimento operoso lungo), entro il 30 giugno 2017: trascorso questo termine, non è più possibile utilizzare riduzione della multa tramite il ravvedimento, e si paga quindi la multa del 30%. Alla sanzioni vanno sempre aggiunti gli interessi legali, che per quest’anno sono pari allo 0,1%. Il versamento si effettua utilizzando il modello F24.

=> IMU-TASI, i coefficienti 2017

Ricordiamo, in estrema sintesi, che TASU e IMU non si pagano sulla prima casa (a meno che non sia di lusso, categorie catastali A1, A8 e A9). Sugli altri immobili, per calcolare l’imposta dovuta si rivaluta la rendita catastale del 5%, si applica il coefficiente relativa alla categoria catastale a cui si riferisce l’immobile (abitazione, ufficio, negozio, laboratorio artigiano, immobile industriale, magazzino, e via dicendo), e infine si applica l’aliquota prevista dalla delibera del Comune di appartenenza. L’acconto è pari al 50% dell’imposta dovuta. Nella maggioranza dei casi, l’imposta sarà uguale a quella versata lo scorso anno, perché la Legge di Stabilità ha prorogato il blocco delle tasse sulla casa.

=> Dichiarazione IMU-TASI: nuova procedura

Ricordiamo infine che il 30 giugno è anche la scadenza per la dichiarazione IMU-TASI, che va presentata solo nel caso in cui l’immobile abbia subito della variazioni rispetto a quanto precedentemente dichiarato.

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