Pressione fiscale PMI: i dati per Regione

Confartigianato traccia la mappa della pressione fiscale che grava sulle PMI, tra disparità regionali e provinciali.


Le imposte locali gravano soprattutto sulle piccole imprese, spesso in difficoltà e penalizzate dagli importi dovuti al Fisco: secondo Confartigianato, nel 2014 i piccoli imprenditori hanno sborsato una media di 10.248 euro per IMU, TASI, IRAP, addizionali regionale e comunale IRPEF.

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Differenze regionali

Analizzando le cifre relative alle Regioni, in Campania le imprese hanno pagato una media di 12.547 euro ciascuna nel 2014, in Calabria 12.466, in Lazio 12.305 euro e in Molise 12.100 euro.

A livello provinciale è Aosta a vantare invece il peso fiscale minore (8.216 euro), mentre Napoli si caratterizza per un importo di gran lunga superiore (12.613 euro). In Emilia Romagna è Parma a ottenere il primato di Provincia più “cara” per quanto riguarda le tasse versate dalle imprese, come sottolinea Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Imprese Apla Parma:

«Dall’analisi di Confartigianato emerge a chiare lettere che la situazione a Parma è molto dura per i piccoli imprenditori. Ridurre la pressione fiscale ci sembra la priorità. Tra tasse locali e prelievo dello Stato paghiamo troppo e in modo troppo complicato e questo non aiuta certo la ripresa. Anche a livello nazionale stiamo continuando a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell’IRAP. Va assolutamente ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case».

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