Detrazioni antifurto: vigilanza esclusa

Risposta di

Greta Rosatelli

scritto il

Amilcare C. chiede

Desiderando installare un impianto di allarme presso la mia abitazione principale, una società mi propone, oltre all’installazione dei consueti sensori nell’abitazione e della relativa centralina, anche un servizio di assistenza e intervento in caso di attivazione dell’allarme. Il pagamento dell’impianto avverrebbe tramite carta di credito o assegno bancario, mentre il pagamento del canone mensile per il servizio avverrebbe tramite RID bancario.
Gradirei sapere se la parte relativa all’impianto può usufruire dell’agevolazione prevista (mi sembra del 50%) per questo tipo di installazioni.

Tra gli interventi che possono dar diritto ad una detrazione del 50% sul totale della spesa sostenuta, recuperabile in 10 rate annuali di uguale importo in fase di dichiarazione dei redditi, troviamo quelli che fanno riferimento a lavori volti a garantire la sicurezza della casa da aggressioni, furti, atti illeciti, etc. In questa area, rientrano tranquillamente l’acquisto e l’installazione di impianti di antifurto, ma la normativa chiarisce l’esclusione, tra i costi rientranti in detrazione, di eventuali contratti stipulati con gli istituti di vigilanza (vedi la Guida alle Ristrutturazioni Edilizie dell’Agenzia delle Entrate).

Per rispondere al quesito, quindi, si ritiene che la spesa sostenuta, così come descritta, possa rientrare in linea di principio in detrazione, solo se: rispetti tutti i requisiti richiesti dalla normativa, compreso il pagamento tramite bonifico con causale dedicata alla ristrutturazione edilizia (cioè quello che applica una ritenuta d’acconto dell’8%) – quindi non tramite carta di credito o assegno bancario; escluda la parte del costo dedicato al servizio ed assistenza in caso di intervento, avendo un canone mensile e presupponendo un contratto di vigilanza – interventi non ammessi all’agevolazione.

Greta Rosatelli, Esperto Fiscalista

Greta Rosatelli risponde
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