Detrazioni e deduzioni per liberi professionisti

Ecco come i liberi professionisti posso dedurre e detrarre i diversi oneri per l'abitazione ad uso promiscuo, per le spese telefoniche e in relazione all'IVA pro rata.

Premesso che l’art. 54 comma 3 del TUIR consente al libero professionista di dedurre il 50% della rendita catastale dell’immobile in uso promiscuo, gradirei sapere se esercizio di tale diritto lascia invariata la deducibilità per abitazione principale. Vale per ogni esercizio? Le spese per acquisto e utilizzo cellulari e telefoni fissi, in uso promiscuo per i liberi professionisti, secondo alcuni commercialisti rientrerebbero nelle previsioni del comma 3 dell’art.54 del TUIR e non in quelle del 3bis, con la conseguenza che sarebbero deducibili al 50% e non all’80%: qual è il vostro parere?L’IVA indetraibile riveniente da quella pro rata può essere caricata tra i costi di gestione per un libero professionista? E con quale percentuale di deducibilità visto che non tutti gli acquisti sono deducibili al 100%?

Domanda di: Oscar I.

L’art. 54, comma 3 del TUIR consente, al libero professionista che utilizza promiscuamente la propria abitazione, una deduzione del 50% della rendita catastale della stessa. Ciò però, non permette allo stesso di usufruire a pieno della deduzione prevista per le abitazioni principali. Infatti, nel modello UNICO, esiste uno specifico codice di utilizzo per questi casi, ossia il “6 – abitazione principale utilizzata in parte per la propria attività”.
Ovviamente, tali deducibilità, sono applicabili in ogni esercizio.

In merito alla spese telefoniche, il tenore letterale dell’art. 54, comma 3-bis del TUIR indica una deduzione di questi costi pari all’80% (non al 100%, per cui è già specificata una deduzione forfettaria per un presunto uso promiscuo).

=> Deduzioni e detrazioni sul telefono aziendale

Infine, per ciò che riguarda il pro rata IVA, la norma di comportamento dell’Associazione Dottori Commercialisti di Milano n. 152 recita:
“Nel caso […] di indetraibilità anche totale dell’IVA causata dall’applicazione del pro rata di cui all’articolo 19, comma 5, del D.P.R. n. 633/1972 ed in assenza di opzione per la dispensa degli adempimenti, l’onere – collegandosi per sua natura all’intera gestione aziendale e non potendo essere imputato alle singole operazioni d’acquisto – costituisce, ai fini fiscali, una spesa generale, deducibile nella determinazione del reddito d’impresa ai sensi dell’articolo 75, comma 5, del D.P.R. n. 917/1986 nell’esercizio di competenza”.

Valerio Ottaviani - Dottore Commercialista, Revisore Legale

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