Detassazione premi di produttività: i dubbi interpretativi

La detassazione dei premi di produttività per i dipendenti d'azienda è stata estesa alle forme di contributo diretto agli utili d'impresa. ma restano forti ambiguità

Quarantamila euro: è questo il limite massimo di reddito che i dipendenti privati devono avere per poter fruire del trattamento agevolato per i premi di produttività. Ma attenzione, perché questa non è l’unica limitazione: la norma prevede l’applicazione del trattamento nei limiti di 6.000 euro lordi di premi di produttività.

Duplice sconto, quindi, per Fisco e Previdenza sui premi di produzione che i datori di lavoro erogheranno ai dipendenti che hanno contribuito a far guadagnare la propria impresa o a renderla più competitiva. Tuttavia, la norma presenta diversi dubbi interpretativi e il Governo deve ancora pronunciarsi per determinare l’aliquota agevolata.

L’articolo 53 del decreto legge 78 del 31 maggio 2010 – composto da un totale di 54 articoli suddivisi in 3 titoli che puntano alla stabilizzazione finanziaria, al contrasto all’evasione fiscale e contributiva e allo sviluppo e infrastrutture – riprende il trattamento agevolato per i premi di produttività introdotto dell’articolo 1, comma 67, della legge n. 247 del 24 dicembre 2007 in tema di sgravi contributivi per le erogazioni riconosciute in sede di contrattazione di II livello e dal successivo dl n. 93 del 2008.

L’attuale normativa prevede l’applicazione di una tariffa agevolata del 10% sulle somme fino a 6.000 euro per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore a 35.000 euro. Previsto, inoltre, una massimo decontribuibile del 5% della retribuzione contrattuale annua (per il 2010 pari al 2,25%).

Con la nuova norma si è voluto ridefinire la struttura dell’agevolazione in tema di sgravi contributivi per le erogazioni di premi di produttività. L’obiettivo è stimolare la competitività delle imprese unitamente alla partecipazione dei lavoratori ai risultati stessi.