È sicuramente uno dei bilanci più impegnativi quello che le imprese si trovano a redigere quest’anno, dovendo fare i conti con un esercizio dominato da una crisi economica che ha portato alla contrazione dei risultati economico-finanziari, con un significativo impatto sulle scritture contabili, indipendentemente dall’adozione di politiche di risk management.
L’accantonamento per imposte viene eseguito nel caso vi sia sussistenza di imposte non certe ma solo probabili.
Si immagini la società Alfa SpA che sa di dover subire un accertamento dal quale è probabile possa scaturire un pagamento di imposta. Nel rispetto del principio della prudenza, la società dovrà accantonare l’importo che, in futuro, potrebbe costituire un onere tributario.
Dare: Accantonamento per imposte – 1.000,00
Avere: F.do accantonamento per imposte – 1.000,00
Il conto Accantonamento per imposte è allocato nel Conto Economico all’interno dei Costi straordinari. Il conto F.do Accantonamento per imposte, invece, si trova nel passivo dello Stato Patrimoniale.
Diverso il trattamento contabile da adottare nel caso in cui vi sia la probabilità che l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza possano effettuare accertamenti tendenti a modificare il reddito di un determinato esercizio. In tal caso, è necessario evidenziare la sussistenza del rischio nei conti d’ordine e motivare tale condizione nella nota integrativa.
Dare: Accertamento fiscale -10.000,00
Avere: Agenzia Entrate c/accertamento fiscale – 10.000,00
L’articolo 2426 del codice civile prevede l’iscrizione in bilancio dei crediti al presumibile valore di realizzazione. Le perdite su crediti per inesigibilità devono gravare sull’esercizio in cui le perdite stesse si possono ragionevolmente prevedere.
Dare: Accantonamento su crediti – 1.000,00
Avere: Fondo svalutazione crediti – 1.000,00
crisi economica che ha portato alla contrazione dei risultati economico-finanziari, con un significativo impatto sulle scritture contabili, indipendentemente dall’adozione di politiche di risk management.