Contabilità: gestione fatture con IVA per cassa

IVA per cassa: guida all'applicazione contabile del nuovo regime fiscale differito dopo la riforma 2012, che estende le soglie di accesso e modifica alcuni degli adempimenti previsti.

IVA per cassa: guida alla Riforma per le PMI sotto il profilo contabile

Dal 2012 è in vigore il regime opzionale dell’IVA per cassa applicabile alle operazioni effettuate dal 1° dicembre di imprese, artigiani e professionisti che fatturano meno di 2 milioni di euro nei confronti di soggetti passivi IVA. L’imposta di tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi diventa esigibile al pagamento del corrispettivi, ossia quando la fattura sarà incassata.

Versamento IVA

Le fatture emesse dovranno essere registrate nel mese di emissione, anche se non incassate. La relativa IVA, invece, non verrà considerata ai fini del calcolo dell’imposta del periodo: se ne dovrà tenere conto in sede di liquidazione relativa al periodo di incasso. Deve, pertanto, essere versata all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo all’incasso ovvero del secondo mese successivo all’incasso nel caso di contribuenti trimestrali. Sotto il profilo contabile dunque cambia parecchio poiché, sebbene la fattura venga emessa nel momento in cui l’operazione è effettuata, l’inserimento dell’imposta a debito nella liquidazione mensile o trimestrale viene posticipata al momento dell’incasso.

Emissione fattura

CONTO DARE AVERE
Crediti v/clienti   1.210,00
Iva in sospensione 210,00
Merci c/vendite 1.000,00

Incasso fattura

CONTO DARE AVERE
Banca c/c   1.210,00
Iva in sospensione  210,00
Crediti v/clienti 1.210,00
Iva c/vendite 210,00

Se l’incasso o il pagamento di una fattura è solo parziale, l’imposta IVA diverrà esigibile o detraibile in proporzione alla somma incassata o pagata coerentemente con quanto chiarito dalla circolare n. 8/E paragrafo 6.7 del 13 marzo 2009. In ogni caso, sia per le operazioni attive che per quelle passive, l’IVA diverrà esigibile e, quindi, dovrà essere inserita nella liquidazione periodica, dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione, anche se il corrispettivo non è ancora stato incassato o pagato. Il termine di un anno decorre dalla data di effettuazione delle singole operazioni riepilogate in fattura differita, come chiarito dalla circolare 20 del 30 aprile 2009. 

Indicazione in fattura

E’ importante che nelle fatture emesse sia annotata l’indicazione che trattasi di un’operazione con IVA a esigibilità differita ovvero IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis, decreto legge 22 giugno 2012, numero 83. L’indicazione di IVA a esigibilità differita ha il solo scopo informativo per il destinatario.

Requisiti

Il nuovo regime contabile potrà essere utilizzato solo dai soggetti passivi IVA con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro. Potrà essere applicata solo dai soggetti che ne faranno opzione secondo le modalità da individuare con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti mensili accedono al regime da dicembre 2012 mentre a quelli trimestrali – per evitare difficoltà operative – si consiglia di attendere il 1° gennaio 2013. Il vantaggio finanziario per le aziende non è indifferente poiché non si troverebbero più nelle condizioni di dover anticipare l’Iva in quanto l’imposta sarà versata solo dopo averla regolarmente incassata. Attenzione però, perché chi sceglierà di applicare il regime dell’IVA per cassa dovrà posticipare al momento del pagamento del corrispettivo anche il diritto a detrarre l’imposta sugli acquisti dei beni o servizi. Esclusioni. L’IVA per cassa non potrà essere applicato dai soggetti che si avvalgono di regimi speciali di applicazione dell’imposta quali:

  • commercio di sali, tabacchi, fiammiferi, editoria, telefonia, vendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta, intrattenimenti, giochi e altre attività;
  • rivenditori di beni usati, oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione ed esercenti agenzie di vendita all’asta;
  • agenzie di viaggi e turismo;
  • produttori agricoli e attività agricole connesse;
  • agriturismi.

Inoltre, il regime dell’Iva per cassa non potrà essere applicato nei casi di acquisto beni o servizi soggetti a inversione contabile.

Fuoriuscita dal regime

Il superamento del limite dei 2 milioni di euro nel corso dell’anno comporterà la disapplicazione dell’esigibilità differita dell’IVA per tutte le operazioni attive e passive effettuate dal mese successivo a quello in cui il limite è stato superato. Il volume d’affari è costituito dalle operazioni effettuate nel periodo, a nulla rilevando l’incasso delle fatture emesse (approfondisci la Riforma dell’IVA per cassa).