Il ritardo nei pagamenti dalla PA e il cumulo dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese sono tra le piaghe peggiori che gravano sul sistema produttivo italiano, soprattutto a fronte della persistente crisi economica. E, nonostante sia in difetto, lo Stato non manca di chiedere alle imprese oneri come il DURC (Documento unico di regolarità contributiva), obbligatorio anche per ricevere il pagamento dei crediti accumulati con gli Enti pubblici.
Ma tale regolarità nel pagamento dei contributi previdenziali per molte, forse troppe, aziende risulta quasi impossibile a causa della mancanza di liquidità, aggravata proprio dal ritardo nei pagamenti dalla PA. E stiamo parlando di un’attesa spesso di anni.
A dare un po’ di respiro agli imprenditori potrebbe essere la compensazione tra i crediti e i debiti accumulati con la Pubblica amministrazione, certificata dai consulenti del lavoro. Anche le liberalizzazioni potrebbero dare una notevole spinta all’economia del Paese.
Per Marina Calderone, presidente Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, la compensazione certificata può essere un’utile soluzione per «tamponare il clamoroso buco dei debiti della Pubblica amministrazione accumulati nei confronti degli imprenditori».
Sarebbe altresì importante promuovere il lavoro etico, contro il lavoro nero, in base alle linee guida della Responsabilità sociale d’impresa, approvate dal Consiglio nazionale dell’Ordine e «intensificare gli sforzi sul fronte della semplificazione amministrativa» anche per rendere più chiara e semplice la lettura della busta paga, ma anche lavorare per ridurre il costo del lavoro e della burocrazia italiana e introdurre nuovi incentivi per il lavoro.
«Se su tutto questo non vi sarà intervento Governativo sarà impossibile ipotizzare la ripresa della nostra economia», ravvisa Calderone.
Fonte: Ordine dei Consulenti del lavoro
Grande ingiustizia e danno enorme per le imprese sono le sanzioni fiscali ed interessi ad usura che colpiscono coloro che pur denunciando tutto non hanno la liquidità per pagare il fisco a causa di crediti verso il settore pubblico e verso ditte in crisi o fallite. Per legge le fatture relative con iva da versare subito sono state emesse e a fine anno vengono denunciati anche i redditi relativi pur non avendo incassato nulla. In più ed è la beffa chi non paga puntuale entra nella schiera degli evasori fiscali verso i quali nessuna pietà anche quando la causa risale proprio allo Stato stesso.