DURC online, vantaggi e punti critici

DURC online dal primo luglio: semplificazioni e risparmi per le imprese ma anche tanti errori INPS negli avvisi di irregolarità: la segnalazione dei Consulenti del Lavoro.

Da una parte risparmi per le imprese ma dall’altro anche errori nelle verifiche INPS ai fini del rilascio del DURC online: ad evidenziarli sono i Consulenti del Lavoro, in vista dell’appuntamento del 1 luglio con l’operatività del DURC online, che consentirà il rilascio del documento unico di regolarità contributiva in tempo reale. Vediamone pro e contro.

Meno burocrazia

Il DURC online implica la completa dematerializzazione del documento, che si potrà ottenere con pochi click in tempo reale (oggi ci vogliono 30 giorni) e validità di 120 giorni (ad esclusione degli appalti privati, come già da precedente normativa) per tutte le finalità di legge: non bisogna chiederne ogni volta uno nuovo a seconda del tipo di utilizzo (es.: partecipazione a un appalto; richiesta di agevolazioni…), con evidente vantaggio in termini di semplificazione per tutti i soggetti coinvolti.

=> DURC online, nuova procedura di rilascio

Nel caso in cui il DURC online non possa essere rilasciato perché INPS, INAIL o casse edili riscontrano irregolarità contributive, l’impresa riceve specifico avviso via PEC (posta elettronica certificata) entro 72 ore dalla richiesta, maturando 15 giorni di tempo per mettersi in regola.

Risparmi

Secondo il Ministero del Lavoro si stima un risparmio complessivo di oltre 100 milioni di euro annui, in particolare per la pubblica amministrazione (minori costi di personale per i controlli): considerati gli oltre 5 milioni e 200mila DURC rilasciati ogni anno e calcolando prudenzialmente un’ora di lavoro per il rilascio di un singolo documento, si risparmiano oltre 80 milioni di euro (16 euro l’ora il costo orario medio lordo di un dipendente pubblico). Per le imprese, invece, i risparmi si calcolano intorno ai 25 milioni di euro (considerando il costo medio orario di dipendenti e intermediari). Infine, ulteriori risparmi di personale sono previsti per i soggetti che rilasciano il DURC, ossia INPS, INAIL e casse edili.

Punti critici

I Consulenti del Lavoro hanno inviato una lettera a Presidenza del Consiglio, INPS e Ministero del Lavoro per evidenziare errori negli avvisi di irregolarità INPS. L’istituto previdenziale sta infatti aggiornando i propri archivi in vista della partenza del DURC online dal primo luglio, notificando le situazioni di irregolarità alle imprese.

=> I controlli in vista del DURC online

Ecco gli errori riscontrabili negli avvisi: duplicazione di avvisi già notificati, versamenti e rateizzazioni non acquisite, documentazione consegnata ma non archiviata. Si tratta di anomalie già segnalate lo scorso anno, in occasione di una simile operazione e che secondo i Consulenti del Lavoro si riscontrano anche negli invii di queste settimane.

DURC interno

In particolare, la procedura per il rilascio del DURC interno (che serve a ottenere agevolazioni contributive) non tiene conto delle seguenti informazioni sulla regolarità contributiva:

  • rateizzazione in coso;
  • pagamento del debito effettuato direttamente presso il concessionario della riscossione;
  • codice di blocco inserito dalla sede provinciale in attesa dello storno contabile dei versamenti effettuati;
  • versamenti frazionati: il sistema non è in grado di valutarne la congruità;
  • transazione fuori termine: il sistema non abbina il versamento del modello F24 presente in archivio con l’inadempienza presente in altra sezione dello stesso archivio;
  • mancata lavorazione delle richieste di regolarizzazione da parte della sede provinciale.

I Consulenti del Lavoro definiscono «rilevantissime« le conseguenze per le aziende, che in mancanza di rilascio del DURC interno perdono le agevolazioni contributive. E chiedono una procedura meno imprecisa (prevedendo ad esempio appuntamenti personalizzati con le imprese che non risultano in regola prima dell’invio dell’avviso di irregolarità), in modo da evitare «l’invio di avvisi che non dovrebbero proprio essere emessi e che costringono il professionista e le aziende alla duplicazione di attività istruttorie già svolte». 

Fonte: Lettera dei Consulenti del Lavoro sulle criticità del DURC online

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