Split payment, le regole da luglio

Estensione split payment alle fatture dei professionisti fornitori di PA, controllate o quotate in Borsa: regime in vigore dal primo luglio, fa fede la data di emissione fattura.

Dal primo luglio split payment esteso anche ai professionisti che fatturano con la PA, con platea allargata dei soggetti pubblici destinatari di fatture con scissione dei pagamenti: società controllate da presidenza del Consiglio dei ministri, ministeri, Regioni, Province, Comuni, città metropolitane, unioni dei Comuni, e società quotate sul Ftse/Mib di Piazza Affari. Le novità e tutte le istruzioni sono contenute nel dl 50/2017 (articolo 1, commi 1 e 2) e nel decreto attuativo dell’Economia del 27 giugno (Gazzetta Ufficiale del 30 giugno).

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Il meccanismo dello split payment prevede che la pubblica amministratore non paga l’IVA al fornitore, che la emette in fattura, ma direttamente al Fisco. Le nuove disposizioni si applicano dal primo luglio 2017, mentre alle fatture emesse entro il 30 giugno, verso un cliente che applica la scissione dei pagamenti solo dal primo luglio, si applica il precedente regime, ossia la PA liquiderà l’IVA direttamente al fornitore.

Esempi

  • fattura emessa il 2 luglio 2017: espone l’IVA in fattura applicando lo split payment, la annota nel registro vendite, non fa partecipare l’IVA alla liquidazione periodica. Il cliente (la PA) versa l’IVA al Fisco entro il giorno 16 del mese successivo all’esigibilità dell’imposta, tramite modello F24. Se la PA acquista beni o servizi nell’esercizio di attività commerciale (PA e società) può annotare la fattura nel registro delle fatture di vendita o dei corrispettivi (oltre che negli acquisti), per le modalità ordinarie di liquidazione, con moratoria sui versamenti. Attenzione: la moratoria è prevista per consentire l’adeguamento dei sistemi informativi fino al 31 dicembre 2017, e solo alle PA che sono state appena inserite nello split payment (controllate e quotate).
  • Fattura emessa il 30 giugno 2017: la fattura è emessa in regime ordinario, perché il cliente non era ancora inserito nello split payment, e viene regolarmente versata dal fornitore senza applicare la scissione dei pagamenti.

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Ricordiamo che la proroga al 30 giugno 2020 con allargamento dello split payment è stata autorizzata dall’UE su richiesta italiana, in considerazione dei buoni risultati sul fronte del recupero di evasione IVA ottenuti dal 2015, primo anno di applicazione dello split payment.

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