Essere CEO (Chief Executive Officer) significa saper prendere decisioni in modo efficace e riuscire a portare a compimento idee di business in grado di portare benefici economici. Per raggiungere queste obiettivi ci si ispira a modelli vincenti tra i più noti della scena globale. Come Steve Jobs, CEO Apple?
Oltre ai molti sostenitori del modello di manager da lui incarnato, tuttavia, non mancano i detrattori, che sostengono modelli differenti.
In particolare, nella blogosfera spiccano le considerazioni di un blogger dell’Harvard Business Review che indica Steve Jobs come l’esempio da non seguire.
Secondo William C. Taylor, Jobs rappresenterebbe una modello di manager con un errato approccio alla leadership, troppo CEO-centric e quindi ormai insostenibile.
Comunque, l’autore non nega le capacità del CEO di Cupertino che, indubbiamente, rimane il più creativo e carismatico. Non va infatti dimenticato che Jobs ha portato sul mercato non una ba ben quattro linee di produzione di grande successo, che spaziano dai computer (Mac) alla musica (iPod), dalla comunicazione mobile (iPhone) fino ad arrivare ai film (pixar).
Quel che si critica, in realtà, è l’arroganza nel porsi verso il mondo e verso l’azienda stessa, con un approccio top-down eccessivamente spinto verso il vertice.
Un CEO da non emulare secondo Taylor, che addirittura chiude il discorso su Jobs affermando che ormai l’atteggiamento degli utenti verso l’azienda e i prodotti può essere considerato di devozione religiosa.
infatti apple è un azienda NON innovatrice che PERDE ogni anno quote di mercato…
Almeno di fronte all’evidenza si tacesse…
Premesso che non sono utente Apple, basta cercare con google “quote mercato apple”.
Si potrà constatare che sono in aumento, circa l’innovazione ricordo che sono altre le aziende che si dedicano a copiare idee.
Ho letto “Nella testa di Steve Jobs” e trovo straordinaria la creativitá del padre fondatore della Apple. Mi ha colpito la sua mania per il dettaglio e la perfezione e credo che un buon esempio per tutti possa essere il voler avere sempre i migliori con sé (nella tecnologia, nel retail ecc). Mi ha anche incuriosito il processo creativo dentro l’azienda, dove tuttavia il trattenimento di informazioni (per timore di spionaggio industriale) é quasi maniacale. Superficialmente potrei dire che é vero, ci sono tanti aspetti che sono “anti CEO”, soprattutto oggi che si parla tanto di condivisione del sapere dentro le aziende e ascolto della base… tuttavia credo anche che Jobs sia un caso raro, un genio a suo modo e come tutti i geni, una persona complessa, difficile e probabilmente anche odiosa…