Quando si assegnano le risorse alle attività di progetto può accadere che per alcune di esse, in un dato periodo, venga superato il limite massimo della disponibilità concessa. Questa soglia è, a tutti gli effetti, un vincolo da considerare. Non a caso, un’assenza di gestione dei sovraccarichi di risorsa, in termini di ore lavoro, di quantità fisica o di costo, porta inevitabilmente a un ritardo nel completamento delle attività.
La pianificazione delle risorse deve quindi controllare che mezzi e persone vengano impiegate in modo sostenibile. Oltre a questo, è bene che venga dosata l’intensità di utilizzo delle risorse per agevolare la produttività e facilitare la gestione dei costi. Tuttavia, una buona pianificazione non deve solamente smussare i picchi delle sovrassegnazioni cercando l’uniformità di carico. Un altro aspetto importante che occorre considerare è il problema del sotto-utilizzo. Può capitare che, in alcune fasi del progetto, una risorsa non sia impiegata al 100% della sua disponibilità, sebbene venga liquidata come se lo fosse. Una migliore pianificazione, dunque, potrebbe migliorare l’efficienza del lavoro in relazione ai costi.
Per far fronte a queste esigenze è possibile ricorrere alle tecniche di livellamento, in quanto da un lato cercano una soluzione ai sovraccarichi, dall’altro evidenziano sottoutilizzi e regolarizzano l’intensità d’impiego delle risorse.
I metodi per il livellamento del carico possono essere di tipo matematico o di tipo euristico. I primi, pur essendo più rigorosi, richiedono grandi quantità di dati e si rendono poco indicati per la risoluzione di situazioni complesse. I metodi euristici, consentono una maggiore flessibilità e adattabilità ai problemi del pianificatore e agli specifici criteri della sua pianificazione. L’approccio di tipo euristico è forse il più utilizzato nella pratica del Project Management, solo questo, quindi, sarà trattato nel corso dell’articolo.
Molto interessante!
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