Innovazione: come valutare le capacità imprenditoriali

Management e imprenditori sono la chiave di volta per il sucesso di un'azienda. Per valutarne le capacità e la spinta innovativa, si può partire da un questionario

In una Pmi, le capacità imprenditoriali si identificano, il più delle volte, con il profilo dell’imprenditore. Vediamo come valutare le propensioni all’innovazione con l’aiuto di un semplice questionario.


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Secondo Mario Raffa e Giuseppe Zollo «i rapporti di complementarietà tra l’imprenditore e le altre risorse fanno di questi il fulcro dell’impresa. Egli assicura l’efficace coordinamento, dopo aver tenuto un ruolo propulsivo in fase di start-up, è chiamato a diventare coordinatore delle professionalità interne ed esterne all’impresa».

Ovviamente lo spunto va considerato valido anche per aziende con un management strutturato. Per introdurre i criteri di analisi della propensione all’innovazione dobbiamo richiamare le funzioni che l’imprenditore svolge nel complesso organizzativo.

Per riassumere, possiamo dire che un imprenditore, nelle varie fasi di vita dell’impresa, deve far fronte fondamentalmente a quattro funzioni: organizzare, decidere, controllare e pianificare.

Decisioni e propensioni nascono, innanzitutto, dalla percezione di ciò che ci circonda. Le percezione, per molti versi soggettive, vengono elaborate e decifrate con un misto di ragionamento e intuito. A questo punto scatta la ponderazione, per poi arrivare a prendere le decisioni.

Ovviamente tutto il processo è influenzato dalle peculiarità caratteriali e comportamentali proprie della persona, nonché dall’insieme delle conoscenze, generiche e tecniche, che formano il suo bagaglio.

Dal momento che è impossibile quantificare e misurare direttamente il valore dimostrato senza uno studio diretto dell’impresa, procedeermo con una valutazione oggettivabile.

L’imprenditore deve possedere doti, di carattere professionale e personale, possiamo semplificare il tutto in tre categorie:

  1. competenze tecniche: specifiche del settore;
  2. competenze gestionali: fondate sulla conoscenza di strumenti di progettazione, programmazione e controllo;
  3. competenze relazionali: capacità di organizzazione, delega e comunicazione.

La caratterizzazione di queste competenze aiuta a tracciare una sorta di profilo della capacità innovativa. Questa strutturazione, inoltre, ci permette di focalizzare la nostra attenzione su alcuni campi di analisi: conoscenze, capacità e caratteristiche personali