Si potrebbe pensare che la piccola e media impresa sia collegata a “piccoli e medi problemi”. Invece, le Pmi sono esposte quanto le grandi aziende a severe leggi di mercato e spietata libera concorrenza. Le strategie per imporsi sulla scena e consolidare il rapporto con i clienti sono il punto di forza di queste piccole realtà, che in Italia sono così tante e diffuse da rappresentare una quota rilevante del PIL.
Uno degli interventi più efficaci in questo senso – che contemporaneamente concorre a ottimizzare la gestione dell’azienda – è il ricorso alla certificazione in qualità secondo la norma ISO 9001:2000. Se implementata in modo corretto e perseguita con regolarità, infatti, questo provvedimento contribuisce significativamente alla tutela del cliente, che percepisce la qualità generale del servizio offerto e la serietà dell’azienda con cui ha rapporti commerciali. Di contro, una certificazione di facciata – frutto di una “qualità acquisita” – non porta a risultati significativi e nuoce l’azienda che lo persegue.
La famiglia delle norme ISO 9000 costituisce una serie di linee guida sviluppate dall’ISO (International standardization Organization) per implementare «un sistema di gestione per la qualità, pensato per monitorare i processi aziendali affinchè siano indirizzati al miglioramento della efficacia e dell’efficienza della organizzazione oltre che alla soddisfazione del cliente».
In particolare, la norma ISO 9001 del 2000 riguarda la definizione dei requisiti dei sistemi qualità, e la versione attualmente in uso è la VISION 2000. In sintesi si può dire che l’implementazione di un Sistema di Gestione della Qualità (SGQ) in un’azienda fornisce indicazioni pratiche ed utili ad operare al fine di fornire un prodotto o un servizio definito di qualità, ovvero rispondente a quanto richiesto dal cliente.
Secondo l’UNI (ente Nazionale Italiano di Unificazione), gli interventi per implementare un SGQ riguardano principalmente 8 aree:
Orientamento al cliente; Leadership; Coinvolgimento del personale; Approccio per processi; Approccio sistemico alla gestione; Miglioramento continuo; Decisioni basate su dati di fatto; Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori.
La soddisfazione del cliente è l’obiettivo primario di tutto il Sistema e chi si certifica in qualità ISO 9001:2000 ottiene un documento che attesta e garantisce l’autenticità e la regolarità dell’implementazione del SGQ in azienda.
L’Ente certificatore è il SINCERT che si avvale della collaborazione di numerosi organismi di certificazione accreditati che operano su tutto il territorio italiano. La certificazione ha un costo e può variare a seconda dei servizi offerti dagli organismi stessi.
Tutto questo vale anche per le Pmi che, in questo modo, allineano la tradizionale gestione basata su compiti personali, ad una gestione basata su processi e maggiormente strutturata.
Buongiorno,
mi occupo di Qualita’ da molti anni per una piccola medio impresa, o meglio micro-impresa in quanto composta da 10 persone compresi i titolari.
Laovoria nell’indotto Auto per la produzione di particolari in serie e su commessa.
Sicuramente il Sistema di gestione qualità ha influito nell’azienda sotto il punto di vista organizzativo, si è cercato di formalizzare nel modo piu’ snello possibile i vari processi aziendali. Ma purtroppo devo constatare, anche su esperienze di altri colleghi/concorrenti, che, almeno per quanto riguardo la ns. piazza Torinese, il SGQ viene richiesto dai clienti come elemento di facciata per a loro volta scopi verso “mamma Fiat o di chi sia..”.
L’elemento fondamentale che piu’ conta è sempre il prezzo, non importa come fai un prodotto con quale processo produttivo lo esegui, l’importanza è che sia il piu’ basso.
Purtroppo esistono imprese come si suol dire “da sottoscala” che riescono a abbattere sensibilmente i prezzo proprio perchè lavorano senza SGQ o altri fondamentali principi di sicurezza.
E allora perchè investire tanti soldi in un sistema che alla fine gonfia solo le tasche dei consulenti ed ennti certificatori?
In ogni caso sono sempre dell’idea che prima di tutto bisogna farlo per se stessi(azienda) ma anche i clienti e il mercato deve imparare a riconoscere e PAGARE la differenza.
Forse in altri settori o “piazze” di lavoro quello che si percepisce è diverso…ma vi assicuro che nell’indotto Fiat è così..
Ciao!
Confermo quanto detto da pierluigi. Vale anche nel mondo dell’edilizia (forse anche di più).
La qualità è vista come una sovrastruttura pesante. Purtroppo. Molto però dipende da chi gestisce il sistema qualità aziendale.
Saluti.
Sono entrato in contatto con i sistemi di certificazione ISO 9001 su incarico di un agenzia di consulenza per valutare la propensione al servizio. Dopo una ricerca sulle percezioni del vantaggio che gli imprenditori arrecavano -nel settore moda- a tale soluzione, i risultati confermano la disaffezione diffusa. Molte sono le motivazioni, prima fra tutte l’asimmetria tra vantaggi proposti e benefici effettivamente realizzabili. Questo perchè le agenzie che dovrebbero supportare alla certificazione non sono indipendenti da quelle che controllano la rispondenza dei requisiti per il rilascio della norma. C’è la tendenza da parte dei consulenti a promettere vantaggi che una adozione a criteri generici e standarizzati non può ottenere. Molti si pongono come consulenti di strategia e propinano servizi impossibili per la norma.
Ora con la nuova ISO 10014 si vuole estendere fino all’eccesso quell’aspetto strategico della norma. Come fosse un modello gestionale risolvitto. Purtroppo così si rovina il mercato a quelle poche professioni che attuano tali standard con rigore e senza propagande.
Attualmente l’assalto alla diligenza sembra andare verso la certificazione etica SA8000 e le OHSAS 18000 e EMAS per motivi difensivi o al massimo di immagine piuttosto che di garanzia e valorizzazione organizzativa.
Ritengo utile sottolineare che, poichè la qualità è sostanzialmente uno strumento di efficienza e di efficacia per l’organizzazione in termini di risorse e processi e la norma ISO 9001 è un insieme di regole dettate dal buon senso per la pianificazione ed il controllo degli stessi, ciascun imprenditore è in grado di applicarne i principi in maniera totalmente autonoma senza dover cadere nelle maglie dei consulenti (soprattutto quelli improvvisati). In questo caso si ha vero valore aggiunto dalla pianificazione e controllo, qualora fosse necessario il riconoscimento ufficiale di un organismo di parte terza (la certificazione) è sufficiente dare evidenza di quello che si è fatto per il raggiungimento dei quanto pianificato.