Tecniche di problem solving creativo

Quattro tecniche utili per l'approccio ai problemi, per gestire riunioni ed elaborare soluzioni in gruppo favorendo il confronto delle idee

Il problem solving creativo è particolarmente utile al project manager nella fase di ideazione di un progetto, laddove la capacità di individuare e definire i problemi può essere migliorata attraverso l’uso di tecniche e strumenti che hanno l’obiettivo di favorire libertà di espressione e far nascere idee insolite e “visioni originali” e innovative.

In questo articolo esamineremo le più note metodologie di problem solving creativo applicabili al project management.

Il brainstorming

Il brainstorming (letteralmente “tempesta di cervelli”) fu proposto da Alex Osborn nel 1935 e da allora è molto usato per la generazione di idee. Il procedimento si basa sul principio che le idee si innescano l’una con l’altra e
comprende due fasi: fase divergente e fase convergente.

Nella fase divergente si producono idee a ruota libera. Chi conduce la sessione di brainstorming stimola i presenti a proporre idee e vieta di muovere critiche. Il fondamento del brainstorming è infatti generare idee, evitando di darne subito un giudizio di valore. Le idee vengono appuntate per parole chiave.

In un secondo momento si passa alla fase convergente. Le idee vengono selezionate, valutate, e si arriva a scegliere le più interessanti.

Nel caso di un processo decisionale, tipico della fase di ideazione progetto, il brainstorming funziona focalizzando un problema, e poi lasciando emergere – deliberatamente senza un ordine prestabilito – tante soluzioni originali quante sia possibile.

Nello specifico, i momenti di articolazione della tecnica sono:

  • la creazione del gruppo di lavoro: dovrà essere composto preferibilmente da circa 10-15 persone, compreso il conduttore/moderatore;
  • la presentazione dell’obiettivo dell’incontro: il conduttore avvierà il lavoro impiegando alcuni minuti per spiegare a tutti i partecipanti l’argomento di discussione (scrivendolo in modo sintetico e visibile a tutti, ad esempio, sulla lavagna a fogli mobili), e per esplicitare le regole fondamentali della sessione di gruppo, sottolineando l’importanza della libera espressione delle idee e della partecipazione di tutte le persone presenti;
  • la “creazione” delle idee individuali: ogni partecipante, dopo aver riflettuto per qualche minuto (3-5 minuti), annota su un foglio le proprie idee;
  • la raccolta e la registrazione delle idee: a turno ogni partecipante viene invitato a esprimere una sua idea, che viene poi registrata dal conduttore in modo visibile a tutti, ad esempio su una lavagna a fogli mobili. La raccolta e la trascrizione delle idee prosegue fino ad esaurimento delle idee prodotte dai partecipanti. Il risultato di questa fase è un elenco di idee, probabilmente abbastanza disordinato;
  • l’organizzazione delle idee: l’elenco creato nella fase precedente viene riformulato, classificando le idee in gruppi per analogie ed eliminando le eventuali ripetizioni;
  • la valutazione delle idee: si discutono e si commentano le varie idee, allo scopo di giungere alla formulazione di un “elenco ragionato” che contenga solo quelle più interessanti.