Il problem solving creativo è particolarmente utile al project manager nella fase di ideazione di un progetto, laddove la capacità di individuare e definire i problemi può essere migliorata attraverso l’uso di tecniche e strumenti che hanno l’obiettivo di favorire libertà di espressione e far nascere idee insolite e “visioni originali” e innovative.
In questo articolo esamineremo le più note metodologie di problem solving creativo applicabili al project management.
Il brainstorming (letteralmente “tempesta di cervelli”) fu proposto da Alex Osborn nel 1935 e da allora è molto usato per la generazione di idee. Il procedimento si basa sul principio che le idee si innescano l’una con l’altra e
comprende due fasi: fase divergente e fase convergente.
Nella fase divergente si producono idee a ruota libera. Chi conduce la sessione di brainstorming stimola i presenti a proporre idee e vieta di muovere critiche. Il fondamento del brainstorming è infatti generare idee, evitando di darne subito un giudizio di valore. Le idee vengono appuntate per parole chiave.
In un secondo momento si passa alla fase convergente. Le idee vengono selezionate, valutate, e si arriva a scegliere le più interessanti.
Nel caso di un processo decisionale, tipico della fase di ideazione progetto, il brainstorming funziona focalizzando un problema, e poi lasciando emergere – deliberatamente senza un ordine prestabilito – tante soluzioni originali quante sia possibile.
Nello specifico, i momenti di articolazione della tecnica sono:
Ma qualcosa di nuovo non c’è questi concetti finora gia li conoscevo e applicavo da tempo
ma a volte non bastano