La guarigione è possibile ma passa per il ricorso a professionisti e consulenti esperti in Risorse Umane capaci di analizzare la situazione dall’esterno e giudicare obiettivamente attuando poi un piano di riorganizzazione interna per il recupero dell’azienda.
Un altro intervento riguarda l’attuazione del problem solving strategico promosso in Italia presso lo Strategic Therapy Center (Centro di Terapia Strategica) dal Prof. Giorgio Nardone.
Si tratta di un modello comportamentale che consente di sfruttare e potenziare le proprie competenze comunicative e decisionali e la capacità di risolvere situazioni problematiche, mediante l’utilizzo di tattiche e tecniche che presentano massima efficacia ed efficienza.
Il modello deriva da una branca della logica matematica, la “logica strategica” che consente di approntare il modello di intervento sulla base degli obiettivi prefissati e delle specifiche caratteristiche del problema oggetto di studio, piuttosto che su precostituite teorie tradizionali.
In sostanza, una logica adattiva al problema specifico. Il fondamento del modello comprende anche principi di teoria della comunicazione (G. Bateson), sviluppi costruttivisti della teoria cibernetica (H. von Foerster, E. von Glasersfeld), studi sul linguaggio persuasorio (Milton Erickson) e principi teorico-applicativi della comunicazione approfonditi dal Mental Research Institute di Palo Alto (P. Watzlawick, J. Weakland, R. Fisch, D. Jackson).
Gli interventi di formazione che il Centro di Terapia Strategica può erogare alla classe manageriale si articolano in 4 categorie: consulenza, supervisione, coaching a manager e formazione a gruppi aziendali con ambiti specifici alla Comunicazione, Cambiamento e Problem Solving.
I metodi di approccio e risoluzione delle problematiche di organizzazione sono frutto di modelli sviluppati in 20 anni di ricerca e studio di casi clinici, contesti organizzativi, aziendali e sanitari.
Per approfondimenti, “La terapia dell’azienda malata. Problem solving strategico per organizzazioni” (Ponte alle grazie) di Giorgio Nardone.