La capacità di networking in azienda – 3

Spunti di riflessione sull'innovazione e sulla capacità competitiva delle aziende: "fare rete" vuole dire anche saper gestire relazioni, flussi informativi e tecnologie

Quali strumenti permettono a questo capitale si essere assorbito, utilizzato e re-inventato dal sistema aziendale? E fino a che punto la rete di relazioni consente di accedere e sfruttare conoscenze o altri input, necessari o utili all’azienda? Vediamo alcuni esempi di simbiosi tra capacità relazionale e capacità innovativa.

Al primo posto non possono mancare le logiche di tipo distrettuale: i distretti industriali italiani – caratterizzati da piccole imprese o fenomeni come quello della Silicon Valley – hanno il loro punto di forza proprio nella capacità di apprendimento basata su collaborazione e fiducia reciproca, dovuta tanto alla prossimità fisica quanto a una precisa impronta culturale.

A seguire: studi sviluppati da associazioni di categoria sottolineano come le imprese innovative considerano fondamentale il rapporto con i clienti. Consideriamo, ad esempio la Toyota, che ha basato il suo successo su sistemi di analisi della soddisfazione (QFD e sistema di analisi delle esigenze).

Terzo, le relazioni con gli stakeholders: «una rete di alleanze a lungo termine basate sulla fiducia con fornitori innovativi rappresenta una fonte di vantaggio difficile da imitare per un concorrente. Una rete del genere assicura sufficiente flessibilità e, nello stesso tempo, una griglia di riferimento per l’apprendimento comune e lo scambio tecnologico» (cit. Saxenian, 1991).

Un esempio di casa nostra sono le fiere campionarie: la più grande, quella di Milano, è stata fondamentale nel favorire il boom economico, permettendo a imprenditori e tecnici di aggiornarsi sulle tecnologie disponibili nel proprio settore o in settori affini, incrociando conoscenze e portando alla nascita di molti prodotti innovativi.

Quarto, il rapporto con il sistema della ricerca: è una fonte di innovazione spesso sottovalutata, ma in grado di offrire spunti continui ed efficaci.

In realtà, le collaborazioni di questo tipo sono ancora marginali, aspetto che conferma l’importanza di una presa del proprio capitale relazionale: i canali informali di collaborazione prevalgono su quelli formali, sia in termini di numero di collaborazioni che come qualità del flusso innovativo.