Il compito del manager virtuale è anche supplire alla mancata socializzazione tra i membri del team, che invece creerebbe un legame rafforzativo e stimolerebbe il lavoro di gruppo. Anche a questo scopo riunioni periodiche, occasioni di socializzazione extra lavoro (se la geografia lo consente) sono ottime opzioni, soprattutto se si tratta di un team internazionale con background culturali e linguistici diversi. Inoltre potrebbe essere una buona cosa sfruttare il canale delle community Intranet (se ci sono) o Web 2.0 (Facebook e via discorrendo).
L’ultimo consiglio, forse il più importante ma che si dà spesso per scontato, è quello di comunicare al meglio: mancando il contatto face-to-face, bisogna che le capacità di comunicazione del manager siano elevate e rispondano appieno alle regole della Netiquette.
In particolare è bene evitare, da un lato, di disperdere molte informazioni in messaggi (e canali) diversi (mail, instant messaging, etc.), favorendo al contrario l’uso di pochi messaggi completi, concisi e organici, e assicurandosi che i membri del team abbiamo compreso appieno la priorità e il contenuto dei messaggi. È anche controproducente inviare un numero elevato di comunicazione, che risulterebbero assillanti, magari per paura che i membri del team non stiano facendo abbastanza.
Il rischio opposto è che troppo poca comunicazione potrebbe indurre i collaboratori a pensare che li si sta trascurando, fino a sentirsi isolati e perdere motivazione.
Una condizione base: la fiducia: è indubbio che il manager che si trovi a gestire lavoratori virtuali sia soggetto alla frustrazione base di non incontrarli ogni giorno. Tuttavia sarà suo compito applicare le proprie capacità adattive e sviluppare una metodologia per supplire alla mancanza di contatto diretto, senza sospettare che, semplicemente perché non lo vede, il collaboratore non si stia impegnando al massimo.
La fiducia è elemento veramente imprescindibile, per il quale non esistono ricette o consigli: se il manager non si fida dei suoi collaboratori e non li lascia agire autonomamente, confidente del fatto che stia agendo al meglio delle sue possibilità, non potrà mai gestire un team virtuale (ma forse neanche uno reale).