Industry 4.0, il ruolo del COO

Chief Operating Officer con visione strategica orientata all'innovazione trasversale ai diversi reparti: le sfide di Industry 4.0 nell'indagine Deloitte.

E’ il COO (Chief Operating Officer), executive delle operations, la figura chiave nelle imprese del terzo millennio in ottica 4.0, anche se in Italia l’organizzazione aziendale non valorizza ancora questa professionalità, soprattutto nel Manifatturiero: è una delle evidenze della ricerca Guidare la trasformazione: sfide, obiettivi e Industry 4.0 presentata nel corso del primo Deloitte COO Forum. Nelle imprese manifatturiere, il direttore della produzione ha spesso un ruolo esecutivo senza un respiro strategico e organizzativo, con il rischio di non cogliere le emergenti sfide della Industry 4.0, mercato interessato da cambiamenti sempre più veloci.

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COO traino 4.0

L’ambiente economico è di fatto sfidante: il 56% degli executive ritiene probabile che la propria azienda possa perdere quote di mercato in favore di competitor disruptive. Anche per questo, il COO deve avere una gestione olistica dei processi aziendali. Si sta perciò diffondendo un modello che affida al direttore della produzione anche una responsabilità trasversale, in particolare legata all’innovazione.

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Obiettivo: innovare

In generale, i decisori aziendali ritengono che l’innovazione necessiti di un approccio strategico e strutturato, con un piano strategico e investimenti condivisi fra le diverse funzioni. In questo senso, la figura del COO diventa fondamentale. Fra le strategie emergenti, anche quella di guardare alle realtà imprenditoriali più giovani, agili (smart) e innovative per instaurare collaborazioni che portino valore in azienda.

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Industry 4.0

Nove su dieci hanno già intrapreso iniziative volte a cogliere la sfida di Industry 4.0 ma nel 50% dei casi si limitano a sperimentare. Gli ambiti di investimento: Big Data (74%), Robotics (43%), piattaforme IoT (26%), Cybersecurity (26%), Intelligenza Artificiale (22%), Smart Sensor (17%).

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Framework normativo

Un elemento importante è rappresentato dal quadro normativo, che può (e deve) rappresentare un driver di cambiamento (secondo il 75% degli intervistati). C’è anche il timore che le norme in alcuni casi rappresentino un freno (evidenziato, in particolare, nel settore finanziario). In linea generale, le norme rappresentano un freno quando non consentono di automatizzare e razionalizzare processi non core per l’azienda. Mentre esempi virtuosi vengono dall’automotive, dove viene sottolineano il ruolo positivo degli standard europei sulle emissioni inquinanti che ha stimolato un mercato di soluzioni innovative, con investimenti in ricerca e in nuove tecnologie.

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