In attesa di una revisione dell'attuale meccanismo di incentivazione della produzione di energia pulita, facciamo il punto sull'attuale profilo del Conto Energia
L'Italia è il secondo importatore al mondo di elettricità dopo la Germania (fonte: International Energy Agency), per cui è fondamentale a livello di Sistema-Paese contare su misure di stimolo all'auto-produzione dell'energia elettrica e in particolare del Fotovoltaico.
Il Conto Energia nasce in Italia con riferimento alla Direttiva europea 2001/77/CE, che promuove la produzione di elettricità da fonti rinnovabili (FER) e stabilisce un target per la generazione elettrica da fonti rinnovabili pari a circa il 22% del consumo totale di elettricità nella UE entro il 2010, nel quadro di un obiettivo globale del 12% del consumo interno lordo di energia.
Dopo il recepimento della norma UE con Dlgs n.387/2003, il Conto Energia è divenuto operativo con DM n.181/2005 (Ministero Ambiente) e approvazione della delibera 188/2005 (Autorità Energia Elettrica e Gas - AEEG).
Dopo un secondo DM (6 febbraio 2006) migliorativo della precedente normativa, si è arrivati al testo del 19 febbraio del 2007 (nuovo Conto energia) - elaborato da Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Ministero Ambiente - ed entrato in vigore successivamente alla pubblicazione della delibera AEEG n.90/07 che fissa condizioni e modalità di erogazione delle tariffe incentivanti.
Meccanismo
Oggi, nonostante l'ombra minacciosa di tagli agli incentivi nella bozza del nuovo testo, al momento in discussione - il Conto energia costituisce una efficace forma di incentivo alla installazione di impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica nazionale (grid connected) di potenza nominale, o potenza di picco, non inferiore a 1 kWp.
Il Conto Energia prevede la remunerazione dei kWh prodotti - sia per la parte relativa al consumo diretto sia per il surplus - a un prezzo migliore di quello ordinario di mercato da parte del GSE, lungo un arco temporale di 20 anni.