Fallimenti in calo ma troppe chiusure

Analisi dei Fallimenti in Italia: diminuiscono i fallimenti tra le imprese a riprova di una graduale ripresa, resta però critico il numero di chiusure

Migliora la situazione delle imprese italiane, che si dimostrano più solide e e si avviano gradualmente verso la ripresa economica. A dimostrarlo, i dati dell’Analisi dei Fallimenti in Italia aggiornata a fine settembre di CRIBIS dai quali le chiusure risultano in calo del -13.8% nel 2017 rispetto al 2016. Ma i livelli pre-crisi sono ancora lontani: rispetto al 2009 le imprese fallite sono aumentate del 36,9%. Non solo: guardando i dati in termini assoluti sono ancora troppe le imprese che chiudono i battenti:

  • 2.468 imprese nel terzo trimestre 2017;
  • 8.656 tra gennaio e settembre (erano 10.047 nei primi 9 mesi del 2016);
  • circa 27 ogni giorno (erano 19 nel 2009);
  • poco più di una all’ora.

Un trend che si ripropone da tempo.

=> Imprese: meno fallimenti, più chiusure

CRIBIS

Fallimenti 2017

In tema di fallimenti (ricordiamo che la recentissima riforma tende ad “abolire” il concetto di fallimento, con l’obiettivo di dare più chance alle aziende in difficoltà), segnaliamo che Lombardia, Lazio e Campania le regioni più colpite (come settore il Commercio), anche perché contano il maggior numero di imprese attive.

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Considerazioni

Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS, commenta:

“Dopo anni in cui si sono registrati continui aumenti di casi di fallimenti delle nostre imprese, i primi nove mesi del 2017 sono stati caratterizzati da un ulteriore calo delle imprese che hanno portato i libri in tribunale. I risultati della nostra indagine parlano chiaro: se paragoniamo la situazione di fine giugno 2017 con quella dello stesso periodo del 2016 emerge una diminuzione del 13,8% del numero dei fallimenti. Percentuale che sale al 20,6% se paragonata ai numeri di fine 2014.

Segnali positivi che testimoniano un miglioramento dello stato di salute del tessuto industriale italiano e che fanno sperare in una ripresa economica. Nonostante queste buone notizie, il confronto con il 2009 rimane ancora critico. Dal 2009 ad oggi, infatti, la percentuale dei fallimenti è cresciuta del 36,9%, del 13,9% rispetto al 2010. Dati, questi ultimi, che evidenziano quanto per le imprese sia fondamentale individuare quali possono essere i migliori partner commerciali e quali invece le imprese non affidabili. Ci sono vari indicatori che ci possono servire per valutare lo stato di salute di un’azienda.

Uno dei più importanti è la puntualità nei pagamenti, mentre rimane parallelamente strategico investire nella gestione del credito commerciale e raccogliere informazioni sui possibili clienti, che siano italiani o esteri, per evitare brutte sorprese”.

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